L’Agenzia internazionale dell’energia ha certificato una svolta storica per la transizione ecologica dei trasporti, stimando che entro la fine del 2026 quasi una vettura su tre immatricolata a livello globale sarà interamente elettrica. Il nuovo report pubblicato dall'organizzazione rivede al rialzo le previsioni di vendita, fissando la quota di mercato al 29% worldwide. A spingere questa accelerazione verso le emissioni zero sono principalmente l'impennata dei costi dei carburanti tradizionali, innescata dall'instabilità geopolitica in Medio Oriente, e l'efficacia dei piani di incentivo statali adottati nelle principali economie mondiali.
In questo scenario globale, l'Europa si conferma il vero motore trainante della crescita, facendo registrare un aumento del 30% nelle immatricolazioni della prima metà dell'anno grazie alle ottime performance di Germania, Francia e Regno Unito. Un'espansione altrettanto vigorosa caratterizza i mercati emergenti come India, Brasile e Vietnam, dove le vendite di veicoli a batteria sono quasi raddoppiate. Questa forte spinta internazionale si rivela fondamentale per bilanciare la prima vera fase di stabilizzazione del mercato cinese che, pur mantenendo una penetrazione record superiore al 60%, mostra volumi complessivi costanti attorno ai 13,2 milioni di vetture.
Raggiungendo un totale di 23 milioni di auto elettriche distribuite nel corso del 2026, il settore della mobilità a zero emissioni dimostra di aver superato definitivamente la propria fase embrionale. Il calo dei listini dei pacchi accumulatori, unito alla diffusione capillare delle colonnine di ricarica ad alta potenza sui corridoi autostradali, sta accelerando il passaggio alla trazione elettrica. L'abbandono dei motori a combustione interna non rappresenta più unicamente un imperativo per centrare gli obiettivi climatici comunitari, ma diventa una scelta economica lungimirante per tutelarsi dalla volatilità dei prezzi del greggio e rimodellare la vivibilità urbana.