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Attacco a Damietta: droni colpiscono il porto egiziano

L'incendio su due gasiere allarga le tensioni marittime

Il 30 luglio 2026, le autorità egiziane hanno confermato che un attacco condotto tramite drone ha innescato un vasto incendio a bordo di due navi gasiere ormeggiate nel porto mediterraneo di Damietta, snodo logistico strategico situato a ridosso del Canale di Suez. L'incidente, domato tempestivamente dai vigili del fuoco senza registrare vittime, ha colpito un'unità galleggiante di rigassificazione collegata a impianti energetici americani, proiettando direttamente sulla sponda sud del Mediterraneo le tensioni militari che da mesi paralizzano il Medio Oriente. La dinamica evidenzia una minaccia inedita per le arterie fondamentali del commercio navale e dell'approvvigionamento energetico internazionale.

La convergenza delle indagini ufficiali del Governo del Cairo e dei report di sicurezza marittima internazionali delinea un brusco cambio di passo nella geopolitica dei trasporti. Se finora le rotte marittime a rischio si concentravano nel Mar Rosso e nel Golfo Persico, il coinvolgimento del bacino portuale di Damietta dimostra la vulnerabilità di hub infrastrutturali fino a oggi ritenuti protetti. L'Egitto, attore chiave nella stabilità regionale e nella gestione dei flussi merci transcontinentali, si trova così costretto a innalzare i livelli di allerta per difendere le proprie banchine, il traffico mercantile in transito verso l'Europa e la continuità operativa del Canale di Suez.

L'episodio riaccende l'allarme tra i vettori marittimi e i giganti della logistica globale, già provati dal prolungato riposizionamento delle flotte lungo la rotta del Capo di Buona Speranza e dall'impennata dei costi assicurativi dei noli. Proteggere i terminal di stoccaggio e le infrastrutture di rigassificazione offshore rappresenta una priorità non più differibile per garantire la resilienza delle catene di fornitura mondiali. L'allargamento del raggio d'azione dei droni rischia di frammentare ulteriormente i corridoi di trasporto marittimo, spingendo governi e armatori a ridefinire celermente le strategie di sicurezza per l'intero quadrante euro-mediterraneo.

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