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Treni merci Sncf: Cma Cgm si ritira dall'affare da 800 milioni

L'uscita di scena del colosso marittimo spalanca le porte a Ep e a Rhenus

Il gigante della logistica marittima Cma Cgm ha ufficialmente abbandonato la gara per rilevare fino al 49% di Rail Logistics Europe, il braccio merci del gruppo ferroviario pubblico francese Sncf stimato circa 800 milioni di euro. La decisione del gruppo di Marsiglia ridefinisce l'operazione di parziale privatizzazione avviata a Parigi per rispettare le sanzioni dell'Unione Europea sugli aiuti di Stato, lasciando la competizione in mano a tre soli candidati: il gruppo ceco Ep, la tedesca Rhenus e un fondo di investimento riservato.

La dismissione concordata con la Commissione Europea nasce dalla necessità di superare un contenzioso da oltre cinque miliardi di euro di aiuti statali concessi alla vecchia Fret Sncf, obbligando la controllante pubblica a cedere una quota di minoranza pur mantenendo il controllo societario. Sebbene Cma Cgm fosse considerata la favorita della vigilia per rafforzare la propria rete intermodale sul continente, la società ha motivato il passo indietro riallineando le priorità dei propri investimenti strategici. La sua uscita spiana la strada all'espansione di Daniel Křetínský, intenzionato a consolidare la presenza di Ep nella logistica europea, e di Rhenus, già fortemente radicata nel trasporto merci e passeggeri.

Nonostante il ritiro del candidato marittimo, Rail Logistics Europe affronta il prosieguo del processo negoziale forte di conti semestrali in crescita e ricavi vicini al miliardo di euro. L'operazione assume inoltre una forte rilevanza strategica e militare, considerando che le reti intermodali e le autostrade viaggianti del gruppo gestiscono la maggior parte delle movimentazioni operative per le forze armate francesi. La banca d'affari Lazard proseguirà le valutazioni per conto di Sncf fino alla conclusione dell'anno, guidando una trasformazione cruciale per il futuro del trasporto merci su rotaia in Europa.

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