In occasione del salone internazionale ONS a Stavanger, in Norvegia, Saipem ha svelato le sue più recenti innovazioni per la mobilità sottomarina e la manutenzione delle reti energetiche offshore. L'azienda italiana ha portato in fiera i droni autonomi FlatFish e Hydrone-R, progettati per rivoluzionare l'ispezione dei fondali senza la necessità di impiegare continuativamente navi da supporto di superficie. L'appuntamento scandinavo dedicato all'energia ed alla sostenibilità ha offerto il palcoscenico per dimostrare come la robotica ad altissima profondità stia trasformando la logistica marittima e la gestione della sicurezza delle infrastrutture sottomarine.
L'architettura tecnologica del programma Hydrone sfrutta avanzati moduli di intelligenza artificiale per consentire ai droni di lavorare fino a tremila metri di profondità rimanendo immersi ininterrottamente fino a dodici mesi. I veicoli svolgono complesse analisi strutturali e gestiscono autonomamente i propri cicli di ricarica tramite docking station installate direttamente sugli abissi oceanici. Questo modello operativo azzera la dipendenza costante dai mezzi navali tradizionali, efficientando i flussi di trasporto sottomarino e riducendo drasticamente il fabbisogno logistico nelle campagne di ispezione dei giacimenti e dei parchi eolici.
L'integrazione di questi droni robotici nei mari della Norvegia rappresenta un passaggio decisivo verso la mobilità navale sostenibile e la decarbonizzazione delle attività in mare aperto. Eliminando la presenza continua delle imbarcazioni di appoggio, la tecnologia di Saipem abbatte in modo significativo le emissioni di carbonio e protegge l'incolumità degli operatori nelle missioni a elevate profondità. L'evoluzione della robotica subacquea si afferma così come una risorsa strategica per salvaguardare gli ecosistemi oceanici, incrementare l'efficienza dei trasporti marittimi e garantire la tenuta delle grandi reti energetiche industriali.