Negli ultimi giorni la Polizia Stradale di Imperia ha arrestato lungo l'autostrada A10 un ventottenne ritenuto il responsabile di una vasta truffa informatica ai danni delle stazioni di rifornimento liguri. L'intervento degli agenti è scattato in un'area di servizio della provincia di Savona, dove il giovane è stato sorpreso in flagranza di reato mentre erogava carburante a prezzo azzerato, opponendo una violenta resistenza prima di finire in manette. L'operazione ha consentito di interrompere un ingegnoso sistema di sotterfugi digitali che aveva già causato ammanchi per decine di migliaia di euro alle aziende di distribuzione carburanti della riviera.
Le verifiche investigative hanno svelato una tecnica sofisticata per l'hackeraggio dei terminali self-service installati nelle piazzole di sosta. L'indagato riusciva a penetrare nei sistemi informatici delle colonnine, sbloccando le pompe senza registrare le transazioni finanziarie dovute. La frode non si limitava all'uso personale, ma alimentava un vero e proprio mercato nero parallelo destinato alla mobilità pesante e commerciale. L'uomo aveva infatti creato una rete di autisti professionali complici, fornendo loro litri di gasolio a prezzi di favore ottenuti mediante la manipolazione del segnale delle centraline.
Questo episodio si inserisce nel preoccupante aumento dei reati tecnologici che colpiscono la rete distributiva dei trasporti e dei carburanti in Italia. Negli ultimi mesi le forze dell'ordine hanno intensificato i monitoraggi sulle infrastrutture di rifornimento autostradali per contrastare l'uso di dispositivi illegali e software di manomissione usati per frodare i distributori. L'intervento della Polstrada ha evitato ulteriori danni alle società di gestione, confermando la necessità di innalzare i livelli di cybersicurezza degli impianti di erogazione per proteggere la catena logistica e i gestori da vulnerabilità informatiche sempre più diffuse.