Il tribunale distrettuale norvegese di Romerike e Glåmdal ha condannato in primo grado l'ex amministratore delegato Vladas Stončius jr a otto mesi di reclusione per furto di salario ai danni di circa duecento autisti impiegati dalla società Vlantana Norge. La storica sentenza sanziona le sistematiche irregolarità retributive e la falsificazione degli orari di lavoro nel settore dell'autotrasporto, imponendo anche risarcimenti economici a tutela dei conducenti e segnando un punto di svolta nella repressione del dumping sociale in Scandinavia.
La decisione dei giudici scandinavi rappresenta un passaggio decisivo per la legalità nei trasporti e la lotta alla concorrenza sleale lungo i corridoi logistici europei. L'inchiesta ha svelato un meccanismo fraudolento in cui i camionisti, in gran parte di origine lituana, venivano formalmente inquadrati con contratti a tempo parziale a fronte di turni di guida effettivi fino a dodici ore quotidiane. Questo stratagemma consentiva all'impresa di abbattere artificiosamente i costi operativi e praticare tariffe fuori mercato del tutto insostenibili per gli operatori conformi alle regole, alterando gravemente il libero mercato del trasporto merci.
L'intransigenza della magistratura norvegese si allinea ai principi promossi dal Pacchetto Mobilità dell'Unione Europea, volto a contrastare le società scatola vuota e il cabotaggio abusivo per garantire condizioni di lavoro eque a tutti i vettori transfrontalieri. La reazione entusiasta delle associazioni di categoria degli autotrasportatori evidenzia come la certezza della pena e la responsabilità penale diretta dei dirigenti costituiscano un deterrente indispensabile per proteggere il valore del lavoro, eliminare le distorsioni competitive e difendere la sostenibilità economica della logistica su gomma.