Le forze dell'ordine hanno reso noti i dettagli di una complessa indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, culminata con l'arresto di tre persone accusate di contrabbando di carburante legato alle attività criminali del clan Mazzarella. L'operazione, condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Caserta nel territorio campano, ha portato in carcere gli ultimi indagati a seguito della decisione definitiva della Corte di Cassazione. Il provvedimento giudiziario ha smantellato una pericolosa rete criminale capace di alterare la regolare distribuzione dei prodotti energetici e di condizionare pesante il mercato dei trasporti su gomma nell'intero Mezzogiorno attraverso la vendita illecita di gasolio destinato all'autotrazione.
L'inchiesta ha svelato un articolato sistema di approvvigionamento di combustibili alimentato da fornitori nazionali ed esteri appartenenti all'Unione Europea. Il prodotto energetico veniva successivamente introdotto sul mercato privato tramite la complicità di depositi commerciali e stazioni di servizio affiliate, eludendo i normali protocolli di tracciabilità della filiera logistica. Questo collaudato meccanismo ha consentito all'organizzazione di sottrarre all'accertamento fiscale oltre dieci milioni di litri di carburante, generando un'imponente evasione di imposte di consumo, accise e imposta sul valore aggiunto per circa otto milioni di euro complessivi, a cui si aggiunge un'ampia frode legata alla creazione e cessione di crediti d'imposta del tutto fittizi.
I sequestri eseguiti durante le verifiche a terra hanno consentito di intercettare oltre centotrentamila litri di prodotto, ma la portata complessiva dell'illecito evidenzia il forte impatto distorsivo che il contrabbando esercita sul settore della mobilità e delle spedizioni commerciali. Le infiltrazioni criminali nella catena dei rifornimenti stradali rappresentano infatti una minaccia diretta per le imprese di trasporto merci professionali, pesantemente danneggiate dalla concorrenza sleale di distributori con prezzi artificialmente ribassati. Il continuo potenziamento dei controlli sui nodi della distribuzione carburanti resta un tassello fondamentale per salvaguardare la legalità economica, tutelare gli operatori corretti e proteggere l'intero comparto della mobilità su strada.