L'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale ha incontrato i vertici di Confindustria Genova per illustrare le linee guida dei nuovi Piani Regolatori Portuali (PRP) durante un quarto appuntamento. Il vertice, svoltosi nel capoluogo ligure alla presenza del presidente dell'Autorità Matteo Paroli e dei rappresentanti industriali Beppe Costa, Marco Ghiglione e Vincenzo Cellario, ha sancito il proseguimento di una strategia condivisa mirata a razionalizzare le future opere infrastrutturali degli scali. La nuova programmazione punta a superare i vecchi progetti sovradimensionati, subordinando la realizzazione dei lavori alla fattibilità finanziaria reale e a un forte coinvolgimento dei capitali privati tramite forme di partenariato pubblico-privato.
Il cambio di rotta nella pianificazione marittima risponde alle stringenti valutazioni di sostenibilità economica richieste dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e alla necessità di ottimizzare le risorse statali disponibili. Oltre a contenere le espansioni territoriali non necessarie, il piano strategico introduce importanti obiettivi di transizione ecologica volti a ridurre l'impronta ambientale dell'intero hub logistico. Gli interventi prioritari spaziano dall'elettrificazione delle banchine all'incremento dello shift modale verso il trasporto merci su ferrovia, fino al contenimento delle emissioni navali e alla tutela della salute nelle aree urbane limitrofe agli impianti.
L'ammodernamento delle infrastrutture portuali nazionali richiede quadri normativi certi e flessibili, capaci di rassicurare gli investitori privati che affrontano ritorni finanziari nel lungo periodo. Il dialogo sistematico avviato a Genova tra istituzioni pubbliche, vettori marittimi e mondo industriale costituisce un modello virtuoso per rafforzare la competitività dei corridoi logistici italiani rispetto ai principali scali del Nord Europa.
Le prossime tappe vedranno il proseguimento delle consultazioni territoriali prima della stesura definitiva del documento strategico. L'integrazione tra efficienza operativa, tutela ambientale e partnership private si conferma l'unica strada percorribile per lo sviluppo futuro della portualità della Liguria.