A Torino, a metà settembre 2026, l'Associazione nazionale filiera industria automobilistica ha reso noti i dati di immatricolazione estivi relativi al trasporto-merci in Italia, evidenziando un andamento a due velocità. Se il mese di luglio ha registrato una generale contrazione per tutti i comparti del settore, ad agosto si è assistito ad una ripresa a doppia cifra per autobus e veicoli trainati, a fronte di una persistente flessione per gli autocarri. Nonostante i primi otto mesi dell'anno mostrino un saldo cumulato ancora positivo, la frenata estiva riflette il clima di incertezza che avvolge le aziende italiane di autotrasporto e logistica.
A frenare il rinnovo della flotta è soprattutto l'inattività legata al quadro regolatorio. Come evidenziato dal management dell'associazione, l'annuncio del fondo pluriennale da 590 milioni di Euro destinato al settore non ha ancora trovato una concreta operatività a causa della mancanza dei decreti attuativi. Questo stallo burocratico blocca le decisioni di investimento strategico delle imprese, impedendo una rapida transizione verso soluzioni di mobilità a basso impatto ambientale e lasciando quasi al palo le immatricolazioni di mezzi a zero emissioni.
Il comparto dei veicoli commerciali ed industriali richiede l'immediata attivazione delle risorse finanziarie promesse, sostenendo un approccio improntato alla neutralità tecnologica che valorizzi sia i propulsori elettrici sia l'impiego del carburante gassoso di origine rinnovabile. L'introduzione di incentivi chiari e l'adozione di misure fiscali mirate rappresentano condizioni irrinunciabili per svecchiare un parco veicolare tra i più vetusti d'Europa, garantendo continuità operativa agli operatori logistici ed allineando la filiera nazionale del trasporto ai target di sostenibilità richiesti dall'Unione europea.