La Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica ha accolto con viva soddisfazione il rinvio al primo dicembre 2026 dell'entrata in vigore della cosiddetta handling fee nazionale. La misura, che prevede l'introduzione di un contributo amministrativo da due Euro applicabile a ciascuna spedizione e-commerce di modico valore proveniente da Paesi extra-Unione europea, è stata ufficialmente posticipata dall'esecutivo. I vertici dell'associazione di categoria hanno espresso un formale e caloroso ringraziamento al ministro dell'Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti ed al viceministro Maurizio Leo per aver dimostrato grande ricettività e spiccata attenzione nei confronti delle istanze strategiche sollevate dalle imprese operanti nei settori della logistica, del trasporto-merci e delle spedizioni internazionali.
Il congelamento temporaneo della tassa doganale sui piccoli pacchi di importo inferiore ai centocinquanta Euro rappresenta una boccata d'ossigeno per gli operatori della catena distributiva, fortemente preoccupati per le ripercussioni operative e per i potenziali cali di traffico nei nodi aeroportuali e portuali del Paese. L'introduzione unilaterale del balzello, secondo le analisi avanzate dagli esperti di settore, rischiava di generare pesanti colli di bottiglia nelle procedure di sdoganamento e un forte rischio di doppio prelievo fiscale se sommata alle imminenti normative comunitarie per la regolamentazione delle vendite a distanza. Il posticipo stabilito dal Ministero dell'Economia consentirà di armonizzare le procedure informatiche con gli standard doganali dell'Unione europea, evitando paralisi logistiche negli hub strategici nazionali.
La decisione governativa conferma la centralità del dialogo istituzionale con gli attori della filiera per salvaguardare la competitività del sistema e-commerce e del trasporto merci in Italia. Le associazioni datoriali auspicano che questi due mesi di proroga permettano di definire un assetto normativo definitivo pienamente coerente con il quadro europeo, proteggendo il comparto logistico da balzelli isolati che rischiano di penalizzare la fluidità dei flussi commerciali e la centralità degli scali italiani nel panorama internazionale.