La riduzione delle giornate di pesca è già una realtà per numerose marinerie dell’Emilia-Romagna: le uscite settimanali in mare sono diminuite di circa un terzo. Se non arriveranno segnali concreti di inversione, avvertono le cooperative, il fermo delle attività potrebbe diventare inevitabile.
Al centro dell’allarme c’è il costo del gasolio, salito a 1,3 euro al litro. Un livello che, secondo 14 cooperative aderenti a Legacoop lungo l’intera riviera emiliano-romagnola, non era stato registrato neppure nei passaggi più difficili della recente storia del comparto. Le cooperative e i sindaci di Bellaria-Igea Marina, Cattolica, Cesenatico, Cervia, Goro, Ravenna e Rimini hanno quindi scritto al ministro Francesco Lollobrigida, chiedendo l’immediata operatività del credito d’imposta sul carburante destinato alla pesca.
Il provvedimento, introdotto dal ministero a maggio, consentirebbe di recuperare fino al 20% della spesa per il carburante. Il giudizio espresso dal mondo cooperativo è favorevole, ma la misura non è ancora diventata concretamente utilizzabile: si è arenata nelle secche dei rapporti con gli altri ministeri e l’Agenzia delle entrate, riferisce Legacoop.
Nella lettera viene inoltre proposta una proroga almeno fino alla conclusione del 2026 e l’apertura rapida di un Tavolo di confronto. Per la sede dell’incontro, le organizzazioni indicano Cesenatico, ritenuta adatta per la sua posizione geografica centrale.
Siamo al fianco dei pescatori e delle loro cooperative; non possiamo che sostenere una piattaforma di richieste così equilibrata; attendiamo da Governo e Regione quell’attenzione che un settore così centrale ed indebolito dagli aumenti e dal cambiamento climatico, merita, dichiarano Paolo Lucchi, presidente di Legacoop Romagna, e Paolo Barbieri, presidente di Legacoop Estense.