Il neocostituito Comitato Porto Chiaro ha scelto di affiancare Legambiente e Wwf nel ricorso al Tar contro l’esenzione dalla Valutazione di impatto ambientale per il progetto complessivo di rigenerazione del Porto Vecchio di Trieste. Il provvedimento del Servizio valutazioni ambientali della Regione Friuli Venezia Giulia ha ammesso che la Via relativa ai 19 magazzini storici messi in vendita e alle rispettive pertinenze venga affrontata in successivi procedimenti distinti.
L’iniziativa arriva mentre il percorso attuativo è già avviato: il Consiglio comunale aveva approvato due anni fa la delibera sul project financing pubblico-privato, dal valore vicino ai 700 milioni di euro, e i lavori sono in corso da oltre un anno e mezzo.
Il Comitato, presieduto da Paolo Luisi e nato dall’esperienza maturata con il comitato No-Ovovia, si era mosso per due anni come gruppo informale prima della costituzione ufficiale. La presentazione pubblica è stata indicata come un passaggio per sostenere l’azione delle due associazioni ambientaliste e per promuovere un confronto sulla trasformazione dell’area con cittadini e portatori d’interesse.
“Quello che noi siamo, e vogliamo essere non è il ‘comitato del no’, ma è il ‘comitato del sì’”, ha affermato Paolo Luisi. “Sì a un Porto Vecchio che sia aperto la città, sia un Porto Vecchio che sia fucina di giovani, che ci vivano, che ci lavorino, che lo popolino, sia un Porto Vecchio che diventi una parte viva, palpitante della nuova Trieste”.