La Federazione armatori siciliani ha riunito oggi le marinerie dell'isola in un'assemblea straordinaria d'urgenza per protestare contro l'insostenibile aumento del prezzo del gasolio speciale, minacciando il blocco navale dello Stretto di Messina. L'organizzazione guidata da Fabio Micalizzi ha rivolto un preciso appello al Governo Meloni per ottenere l'immediata introduzione di un tetto fiscale al costo del carburante, fissando la soglia massima tra i 60 ed i 70 centesimi al litro per l'attuale fase emergenziale. Il malcontento della flotta peschereccia si unisce alle agitazioni degli autotrasportatori siciliani, anch'essi mobilitati nel medesimo giorno in un tavolo di trattativa con l'assessorato regionale alle Infrastrutture per difendere la tenuta della filiera dei trasporti.
L'aumento vertiginoso dei costi operativi sta paralizzando l'intera economia del mare e la catena di distribuzione delle merci sull'isola. Secondo i rappresentanti del settore marittimo, le misure compensative tradizionali come i crediti d'imposta o i contributi a fondo perduto si rivelano del tutto insufficienti se la spesa per ogni singola battuta di pesca supera i ricavi effettivi ottenibili dalla vendita del pescato. Gli armatori denunciano una crisi strutturale che rischia di affondare le imprese locali, lasciando a terra centinaia di lavoratori e favorendo l'importazione di prodotto straniero a discapito delle produzioni nazionali. Senza un intervento statale diretto ad calmierare la materia prima, le barche rimarranno bloccate nei porti siciliani.
La vertenza siciliana riaccende i riflettori sulla drammatica fragilità energetica che affligge il comparto della mobilità primaria ed il settore primario nel Mezzogiorno. Il possibile blocco del traffico navale tra Sicilia e Calabria rappresenterebbe un durissimo colpo per i collegamenti commerciali del Paese, interrompendo le arterie logistiche principali del Mediterraneo. Categorie economiche ed istituzioni locali sollecitano l'apertura immediata di un tavolo strategico a Roma per individuare sostegni d'emergenza compatibili con la normativa europea, al fine di salvaguardare il futuro dei trasporti marittimi, garantire la continuità operativa delle flotte locali e proteggere la sovranità alimentare italiana.