Il settore italiano dell’autotrasporto rischia un blocco totale a causa di una devastante crisi di liquidità che sottrae ogni mese circa 250 milioni di Euro dalle casse delle imprese del comparto. Il fenomeno, esploso nell’ultimo periodo lungo tutta la rete viaria nazionale, è provocato dal mancato e tempestivo aggiornamento dei prezzi del servizio rispetto alle fortissime impennate del gasolio. Non si tratta di una semplice contrazione dell’offerta petrolifera, ma di una stretta finanziaria senza precedenti che minaccia di soffocare l’intera catena di distribuzione del Paese.
A lanciare l'allarme è la sigla di categoria Trasportounito, la quale sottolinea come le consuete misure compensative a lungo termine, quali i crediti d'imposta o i sussidi dilazionati, risultino ormai del tutto inefficaci. I soffitti di spesa per le carte carburante sono saturati ed i fidi bancari non tengono più il passo con i costi d'esercizio. Senza interventi strutturali immediati, le aziende di spedizione non avranno più i fondi per fare rifornimento ai propri mezzi, portando al collasso la logistica industriale e agroalimentare.
Per scongiurare il blocco delle forniture, l'associazione propone un intervento legislativo d'urgenza volto a riformare l'articolo 83-bis in materia di clausola di revisione del nolo per il carburante. L'iniziativa mira a introdurre un meccanismo automatico e vincolante di aggiornamento dei prezzi basato sui rilevamenti del Ministero, ipotizzando una quota fissa del trenta per cento dell'incidenza del gasolio sulle tariffe finali. Tale correttivo, da evidenziare autonomamente in fattura e sottoposto ai controlli dell'Agenzia delle entrate e dell'Antitrust, eviterebbe sfibranti negoziazioni tra vettori e committenti. La stabilità dell'intera economia nazionale passa oggi per questa misura fondamentale, indispensabile per garantire la continuità dei flussi merci sui nostri territori.