A margine dell'assemblea generale delle Nazioni Unite, il presidente statunitense Donald Trump ha ipotizzato un blocco delle esportazioni di gasolio per frenare i rincari del carburante sul mercato interno americano. L'annuncio ha immediatamente creato forti tensioni sui mercati energetici internazionali, spingendo la Commissione europea a intervenire ufficialmente il ventiquattro settembre per mettere in guardia la Casa Bianca sulle devastanti ripercussioni che un simile provvedimento avrebbe sulle catene logistiche europee. Un eventuale embargo collegherebbe la politica interna degli Stati Uniti, in vista delle imminenti elezioni di medio termine, a un potenziale shock per i trasporti terrestri in Europa, la cui rete d'approvvigionamento dipende per metà dalle importazioni oltreoceano.
Sebbene il segretario all'energia Chris Wright abbia ridimensionato la proposta parlando di possibili restrizioni volontarie piuttosto che di un divieto totale, i contratti a termine sul gasolio hanno registrato forti rincari sui listini internazionali. L'allarme resta elevato per il settore della logistica e dell'autotrasporto europeo, che sta già affrontando costi da record con prezzi medi alla pompa schizzati oltre due Euro al litro. La diplomazia energetica dell'Unione europea ha sottolineato che l'interruzione dei flussi transatlantici danneggerebbe gravemente l'equilibrio dei mercati condivisi, soprattutto in una fase di forte instabilità geopolitica caratterizzata dal blocco dei transiti nello Stretto di Hormuz e dalle continue limitazioni alle esportazioni da parte della Russia.
Le associazioni di categoria statunitensi e gli analisti di settore hanno criticato l'ipotesi della Casa Bianca, evidenziando come la saturazione degli impianti di stoccaggio costringerebbe le raffinerie a ridurre le lavorazioni, provocando un effetto boomerang sui prezzi finali della benzina e del carburante per l'aviazione. Per il comparto dei trasporti e per l'intera filiera della mobilità merci, la minaccia di restrizioni sul gasolio rappresenta un fattore di incertezza strategica che rischia di appesantire i costi operativi delle imprese, con inevitabili ripercussioni sui listini dei prodotti di consumo finali lungo l'asse atlantico.