Il Gruppo Volkswagen compie una svolta decisiva per dominare la mobilità sostenibile, stringendo un nuovo maxi accordo strategico con PowerCo e la cinese Gotion High-tech. Il 28 settembre 2026 i tre colossi hanno ufficializzato la nascita di tre joint venture industriali dislocate tra Valencia, Šurany e Kenitra, con l'obiettivo prioritario di produrre celle LFP e materiali catodici direttamente per il mercato continentale. La mossa risponde alla pressante esigenza europea di affrancarsi dalla dipendenza estera, presidiando l'intera catena del valore automobilistica.
La tecnologia litio-ferro-fosfato rappresenta la chiave di volta per democratizzare i veicoli elettrici di massa. Meno costose, estremamente robuste e dotate di una longevità superiore rispetto alle tradizionali chimiche al nichel-manganese-cobalto, le batterie LFP sono destinate a coprire fino al 60% delle immatricolazioni europee entro il 2030, contro il 10% odierno. L'Europa soffriva tuttavia di un grave ritardo sulle capacità produttive locali; l'intesa tra la casa di Wolfsburg e i partner asiatici colma questo divario, garantendo sicurezza negli approvvigionamenti e costi industriali competitivi.
L'operazione finanziaria prevede inoltre il riassetto delle quote azionarie: Volkswagen cederà il 5,3% di Gotion per ottimizzare la struttura del capitale, mantenendo comunque una partecipazione societaria strategica di primo piano. Questa mossa si inserisce nel più ampio scenario globale dell'automotive, dove i grandi gruppi cercano disperatamente di mitigare i rischi geopolitici creando hub produttivi regionali e catene di fornitura locali.
Con i cantieri aperti in Spagna, Slovacchia e Marocco, la cooperazione transcontinentale trasforma radicalmente il panorama industriale dell'auto elettrica. La sinergia tra le competenze ingegneristiche tedesche e il know-how chimico cinese promette di accelerare la transizione ecologica, rendendo finalmente le vetture a zero emissioni un'opzione accessibile alla gran parte dei consumatori europei.