Con quasi 11 milioni di passeggeri in transito ogni anno, il porto di Napoli si confronta con volumi solo leggermente inferiori ai circa 13,5 milioni registrati dall’aeroporto di Capodichino. Per Vittorio Genna, presidente dell’Unione industriali di Napoli, questo confronto evidenzia la portata della pressione operativa sul sistema portuale, che tuttavia dispone di superfici più estese e strutturate rispetto allo scalo aeroportuale per l’organizzazione dei flussi.
In tale quadro, Genna indica nella nuova Darsena di Levante l’intervento non più rinviabile. L’opera rappresenta la maggiore trasformazione infrastrutturale programmata per il porto di Napoli: è prevista da 26 anni e ha già assorbito investimenti pubblici quantificati in circa 200 milioni di Euro. Il progetto è destinato a ridefinire in profondità la distribuzione delle aree e delle attività dello scalo.
La nuova configurazione permetterebbe di spostare da ponente verso levante, nell’area vicina al raccordo autostradale, una quota rilevante dei grandi flussi di veicoli oggi diretti verso il centro cittadino. L’intervento contribuirebbe anche ad una più equilibrata collocazione degli accosti, attualmente concentrati soprattutto nella zona prossima a piazza Municipio, con effetti attesi sulla qualità dell’aria e sull’integrazione tra porto e città. La redistribuzione delle funzioni libererebbe inoltre superfici da dedicare al rafforzamento dei servizi di accoglienza, in presenza di flussi turistici in costante aumento.