Il costo del trasporto aereo potrebbe registrare un marcato incremento dal 2027, anche per effetto della progressiva scadenza dei contratti di approvvigionamento del carburante stipulati in precedenza dalle compagnie. L’allarme di Assoutenti segue quello diffuso da Assaeroporti e si inserisce in un quadro nel quale alcuni vettori hanno già comunicato aumenti tariffari per il prossimo anno.
Secondo il presidente Gabriele Melluso, finora i rincari del jet fuel non sono stati pienamente riversati sulle tariffe applicate ai viaggiatori perché le compagnie disponevano di forniture acquistate a condizioni fisse. “Le scorte di carburante a prezzo calmierato stanno però terminando, con la conseguenza che le compagnie nei prossimi mesi dovranno affrontare una spesa sensibilmente più elevata per far volare gli aerei, scaricando i maggiori costi sui passeggeri”, afferma Melluso.
L’associazione chiede quindi un intervento sulle componenti fiscali e parafiscali incluse nel biglietto, che nel complesso possono incidere fino al 70% dell’importo finale. Per le tratte nazionali è prevista l’Iva al 10%; si aggiungono l’addizionale comunale, compresa fra 6,5 e 9 euro in funzione dello scalo di partenza, il diritto di imbarco corrisposto dal vettore al gestore aeroportuale per ciascun passeggero in partenza, i corrispettivi relativi ai controlli di sicurezza su passeggeri e bagagli e quelli per l’assistenza alle persone con mobilità ridotta. Restano inoltre le imposte specifiche applicate in vari Paesi Ue ed extra-Ue ai passeggeri in arrivo o in transito.