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Francia e Germania rilanciano l’auto europea tra clima ed industria

Intesa per elettrificazione, filiere locali ed occupazione senza nuovi divieti

Un equilibrio tra decarbonizzazione e tenuta della base manifatturiera europea: è questo il profilo dell’intesa sull’automotive raggiunta da Francia e Germania, secondo quanto dichiarato a Berlino dal portavoce del cancelliere tedesco Friedrich Merz, Sebastian Hille. “Dobbiamo spingere l’elettromobilità e la protezione del clima, ma dobbiamo anche restare un Paese a vocazione industriale forte. E sotto questo tetto va vista l’intesa di oggi”, ha affermato durante una conferenza-stampa nella capitale tedesca.

Per Hille, Berlino e Parigi, insieme a Bruxelles, hanno imboccato “una strada ponderata che persegue entrambi gli obiettivi”. Il portavoce ha richiamato la linea più volte indicata dal cancelliere, sostenendo che “divieti rigorosi non aiutano”. L’industria automobilistica tedesca, ha aggiunto, affronta sfide rilevanti e l’obiettivo è preservarne il primato internazionale: “Mantenere questa industria, facendo i che resti una delle migliori del mondo è l’obiettivo”. L’accordo rappresenta quindi, nelle parole di Hille, “una notizia molto positiva nel nome di questo equilibrio fra protezione del clima e tutela dell’industria in Germania”.

Nei giorni del vertice Ue di Bruxelles, il presidente francese Emmanuel Macron ha illustrato su "X" la medesima impostazione. “Con la Germania abbiamo raggiunto un accordo per garantire il futuro del settore automobilistico europeo”, ha scritto, indicando come priorità una riconversione riuscita del comparto senza arretrare sugli impegni climatici né sulla localizzazione produttiva nel continente.

“La nostra rotta rimane invariata: ridurre drasticamente le emissioni di CO2 e produrre in Francia e in Europa le future auto elettriche. È ciò che intendiamo per ‘preferenza europea’”, ha precisato Macron. Il capo dell’Eliseo auspica che l’iniziativa franco-tedesca consenta di giungere rapidamente ad un’intesa con gli altri partner europei, nell’interesse dell’occupazione e dell’industria. “L’Europa deve essere un continente che innova, investe e produce, tutelando al contempo il clima e salvaguardando i nostri posti di lavoro: questo è il senso del nostro impegno”, ha concluso.

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