La funzione energetica resta uno dei principali motori della crescita del porto di Trieste: tra gennaio e settembre 2026, le rinfuse liquide hanno raggiunto 32,3 milioni di tonnellate, con un progresso del 3,9% sul corrispondente periodo del 2025. Il risultato conferma la centralità dello scalo per i collegamenti energetici destinati ad Austria, Germania e Repubblica ceca attraverso l’oleodotto transalpino.
Nei primi nove mesi dell’anno il porto giuliano ha movimentato complessivamente 45,2 milioni di tonnellate di merci, in aumento del 3,1% rispetto al 2025. La dinamica riguarda tutti i maggiori comparti merceologici, compreso quello dei container, e rafforza la capacità di Trieste di convogliare traffici indirizzati ai mercati dell’Europa centro-orientale.
Il dato aggregato del Sistema portuale del Mare Adriatico orientale, che include gli scali di Trieste e Monfalcone, supera 47,9 milioni di tonnellate: la crescita è pari all’1,78%. L’accelerazione registrata nel terzo trimestre ha consolidato l’andamento osservato a metà anno, quando l’incremento era stato dello 0,67%.
I risultati maturano in una fase in cui le relazioni commerciali internazionali rimangono esposte a forti variabili. Le tensioni sulle grandi direttrici fra Asia, Medio Oriente ed Europa e la riorganizzazione delle filiere di approvvigionamento continuano a incidere sulle scelte logistiche e sui flussi marittimi. In tale quadro, Trieste si avvicina alla conclusione del 2026 con volumi in crescita nei segmenti chiave della propria attività portuale.