Un possibile tetto al prezzo del gasolio entra nel confronto tra Governo e settore dell’autotrasporto, mentre proseguono le criticità legate ai presìdi nel Mezzogiorno. Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha dichiarato a Milano, al termine della riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, che l’esecutivo è pronto a valutare questa misura: “Siamo disponibili a ragionare anche di un tetto al prezzo del gasolio”.
Il ministro ha richiamato anche le risorse rese disponibili per gli operatori. È stato sbloccato un miliardo di euro e da oggi prendono avvio i pagamenti a favore di 2.000 imprese al giorno, su una platea complessiva di 32.000 aziende, per un importo vicino al mezzo miliardo. Salvini ha sottolineato che si tratta di risorse effettivamente erogate.
Nel confronto con la categoria, ha riferito di aver incontrato il giorno precedente rappresentanti delle organizzazioni maggiori, oltre a titolari di microimprese e singoli proprietari di un autocarro. L’interlocuzione, ha assicurato, proseguirà con tutte le componenti del comparto, comprese le realtà più piccole.
Il responsabile del MIT ha tuttavia separato le rivendicazioni degli addetti dalle condotte che configurano problemi di ordine pubblico. Secondo Salvini, aggressioni a colleghi, danneggiamenti ai pneumatici dei Tir, minacce nei confronti di chi effettua consegne, blocchi abusivi di autostrade, porti o aeroporti e devastazioni di esercizi commerciali costituiscono reati. In questi casi, ha precisato, la competenza passa a un altro ministro.
Quanto alla durata dei blocchi, Salvini ha segnalato che numerose associazioni hanno accolto l’invito a rimuovere i presìdi già dalla giornata precedente, in diverse situazioni registrate in Puglia, Calabria e Sicilia. Restano però contesti nei quali, a suo giudizio, occorre distinguere gli autotrasportatori e i lavoratori da infiltrazioni riconducibili ad altri interessi, orientati a esercitare controllo e pressione.
Il ministro ha confermato la disponibilità a incontrare i camionisti che ne faranno richiesta in tutta Italia, con particolare attenzione al Sud, dove si concentra il problema principale. Ha infine ribadito che, in presenza di atti riconducibili alla criminalità organizzata, il tema esce dal perimetro del confronto sindacale e settoriale.