A Napoli l’attenzione delle autorità si concentra sul rischio di rincari ingiustificati e di anomalie nella distribuzione, mentre la mobilitazione degli autotrasportatori alimenta timori di carenze di prodotti. In alcuni supermercati gli scaffali risultano già quasi privi di merce; rifornimenti continuano invece a raggiungere i negozi di prossimità e i mercati rionali, favoriti da una filiera più corta.
Nel corso delle riunioni coordinate dal prefetto di Napoli, Michele di Bari, è stata valutata la possibilità di allargare nelle prossime ore le verifiche anche agli esercizi che commercializzano beni essenziali. L’obiettivo è prevenire e reprimere ogni possibile fenomeno speculativo.
Sul fronte dei carburanti, la Guardia di Finanza ha già attivato controlli mirati presso gli impianti di distribuzione stradale. L’iniziativa interviene mentre, anche in provincia di Napoli, si registrano file alle stazioni di servizio: numerosi automobilisti temono che la protesta del comparto dell’autotrasporto possa incidere sulla disponibilità di carburante.
Le ispezioni riguardano l’esposizione corretta dei prezzi al pubblico, l’invio regolare e puntuale delle comunicazioni tariffarie al ministero delle Imprese e del Made in Italy e l’adempimento degli obblighi tributari. L’attività di vigilanza non è limitata ai listini: viene verificata anche la qualità dei prodotti venduti, l’effettiva corrispondenza tra i quantitativi pagati e quelli erogati, nonché la funzionalità degli strumenti utilizzati per la misurazione.