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Pesca, 10 milioni contro il caro gasolio

Il contributo copre il 10% dei rincari sostenuti tra giugno e metà ottobre

Per un peschereccio a strascico di medie dimensioni, l’impennata del gasolio può tradursi in 45mila euro di costi aggiuntivi in un anno. Su un fabbisogno stimato di 180mila litri, la spesa è passata da 144mila a 189mila euro; in alcuni porti il rifornimento completo di un’unità ha raggiunto 16mila euro. È in questo quadro che numerose marinerie italiane hanno lasciato le imbarcazioni in banchina, chiedendo interventi sul costo energetico e sulle norme europee che comprimono le giornate operative e aumentano gli adempimenti per le imprese.

La mobilitazione è partita direttamente dai territori, con il principale nucleo nell’Alto Adriatico, e ha coinvolto vari scali nazionali. Per gli armatori, il carburante arriva a incidere in alcuni casi per oltre il 60% dei costi di esercizio, compromettendo la tenuta economica dell’attività di pesca.

Dal Consiglio dei ministri è arrivata una misura di sostegno: 10 milioni di euro a fondo perduto destinati agli imprenditori ittici, calcolati nella misura del 10% delle maggiori spese sostenute per il carburante tra giugno e il 15 ottobre. Le associazioni di rappresentanza e le organizzazioni sindacali hanno accolto positivamente il provvedimento.

Paolo Tiozzo, vicepresidente di Confcooperative, ha dichiarato: Siamo vicini alle difficoltà dei nostri pescatori e siamo soddisfatti che siano state accolte, ancora una volta, le nostre richieste. Per Coldiretti Pesca, l’intervento rappresenta un passo importante per dare risposte alla crisi delle marinerie, costrette a ridurre le uscite in mare a causa dei costi energetici.

Federpesca auspica che le risorse possano raggiungere il prima possibile tutte le imprese, garantendo un'immissione di liquidità fondamentale per sostenerne l'attività. Secondo Legacoop Agroalimentare, la misura consente di recuperiamo almeno in parte i maggiori costi sostenuti dalle imprese per i rincari dei carburanti legati, mentre per Terra Viva della Cisl si tratta di un primo segnale positivo.

La contrazione delle uscite in mare solleva anche interrogativi sulla disponibilità di prodotto ittico nazionale. Alla flotta ferma per la protesta si aggiungono le unità del Tirreno interessate dal fermo biologico. In Molise, inoltre, i blocchi degli autotrasportatori hanno ostacolato le consegne di pesce fresco verso la Campania. Nel porto di Termoli è venuto meno il gasolio persino presso l’unico distributore presente.

Paola Marinucci, presidente dell’associazione armatori, descrive una situazione critica: Siamo disperati - il fermo è durato fino al 30 settembre e ad oggi in tutto abbiamo fatto 6 giorni e mezzo di pesca avendo il prezzo del gasolio alle stelle.

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