È stato il sistema di videosorveglianza dello scalo, insieme alle dichiarazioni raccolte dai militari, a consentire ai carabinieri di individuare il presunto responsabile dell’aggressione ai danni di una lavoratrice di Trenitalia avvenuta tre giorni fa nella stazione storica di Reggio Emilia. I carabinieri della stazione di Reggio Emilia-Santa Croce hanno denunciato alla Procura, in stato di libertà e per lesioni personali, un 36enne di origine gambiana, senza fissa dimora e già noto alle forze dell’ordine.
La vittima, 35 anni, stava svolgendo attività di assistenza ed informazione ai passeggeri poco prima di mezzogiorno. Secondo quanto riferito, intorno alle 11:40 si trovava sulla pensilina fra i binari 3 e 4, quando è stata raggiunta dall’uomo, abituale frequentatore della stazione per richieste di elemosina. L’uomo avrebbe pronunciato frasi provocatorie e le avrebbe toccato i capelli.
La dipendente avrebbe cercato di non dare seguito alla situazione, proseguendo nel proprio servizio. L’aggressione sarebbe però degenerata: il 36enne l’avrebbe afferrata con forza ad una spalla, scuotendola e gridando frasi sconnesse. Un viaggiatore è intervenuto richiamando l’uomo, permettendo alla lavoratrice di liberarsi.
La donna ha quindi tentato di raggiungere la biglietteria, ma sarebbe stata inseguita dall’aggressore attraverso il sottopasso ferroviario. Una volta arrivata nei locali, visibilmente scossa, si è riparata all’interno con una collega. L’uomo avrebbe continuato a manifestare comportamenti violenti, colpendo con le mani i vetri protettivi e la porta d’accesso.
In seguito all’accaduto, la 35enne ha avuto un malore ed un attacco di panico. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che l’hanno accompagnata al Pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova. È stata dimessa con sette giorni di prognosi per le lesioni riportate. L’episodio ha accresciuto l’allarme fra il personale ferroviario ed i viaggiatori presenti nello scalo di piazzale Marconi.