Lo sciopero generale nazionale di 24 ore indetto da Usb per venerdì 30 ottobre resta confermato, nonostante la precettazione annunciata dal ministro dei Trasporti, Matteo Salvini. Il provvedimento chiede di rinviare l’astensione nei comparti soggetti alla franchigia connessa alla commemorazione dei defunti, ma il sindacato di base ha scelto di non modificare il calendario dell’iniziativa.
Usb, affiancata da ADL Cobas, Clap, Sial Cobas e Cobas, rivendica la piena durata della mobilitazione. La posizione dell’organizzazione è esplicita: “Un ordine sbagliato ed illegittimo, al quale disobbediamo”. Il sindacato dichiara inoltre di assumersi il rischio delle sanzioni previste, definite pesanti, sostenendo tuttavia che sarebbero illegittime.
Al centro della giornata di lotta vi sono le rivendicazioni contro il carovita ed il riarmo. Sono annunciate manifestazioni in circa 40 città, con il coinvolgimento delle categorie del lavoro pubblico e privato: sanità, scuola, trasporti e servizi portuali rientrano tra i comparti interessati.
Usb ha convocato per oggi, alle 12, una conferenza-stampa a Roma, in Piazza dei Cinquecento, presso il presidio del movimento per l’abitare. In una nota, il sindacato giudica l’ordinanza ministeriale appena ricevuta come la conferma di una deriva autoritaria del Governo.
Secondo Usb, nell’incontro di lunedì mattina non sarebbe stata presa in considerazione la situazione di crisi generale e di forte tensione popolare, privilegiando invece il rispetto della franchigia. Il sindacato sostiene che tale vincolo sia fra gli elementi ritenuti illegittimi dall’ultima decisione del Consiglio d’Europa. “Un’altra scelta repressiva che impedisce lo strumento del conflitto previsto dalla costituzione a disposizione dei lavoratori e che rischia solo di esacerbare gli animi e gettare altra benzina sul fuoco”, afferma l’organizzazione.
La nota collega la protesta alla perdita di potere d’acquisto, all’aggravarsi delle condizioni di lavoro e alla crescente difficoltà di accesso ai servizi pubblici, indicati come sempre più privatizzati. Usb richiama inoltre la mobilitazione dei portuali in oltre 100 porti distribuiti in quattro continenti, impegnati nella stessa giornata contro la militarizzazione delle banchine e l’economia di guerra.
Nel trasporto ferroviario l’astensione scatterà alle 21 di domani e terminerà alle 20:59 di venerdì. Restano previste le fasce di garanzia dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21. Per autobus, tram e metropolitane le modalità operative cambieranno in base alle singole città. Attese limitazioni anche negli aeroporti, mentre a Pisa e Firenze è previsto uno sciopero nei servizi di handling. Nel settore autostradale, infine, è confermato lo stop del personale dalle 22 di domani.