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Decarbonizzazione marittima: la sfida energetica dei porti

Elettrificazione, nuovi combustibili e reti: il nodo degli investimenti infrastrutturali

Il costo della decarbonizzazione dello shipping non riguarda soltanto l’acquisto di nuove navi. Per i porti, la transizione implica il rafforzamento delle reti elettriche, la disponibilità di superfici idonee e una programmazione condivisa con armatori e operatori. Il quadro è emerso durante la 18esima edizione di "Port&ShippingTech" (PST26), Forum internazionale sulle innovazioni tecnologiche per il sistema logistico e marittimo e main conference della "Naples Shipping Week 2026".

Tra i temi al centro delle due giornate, l’elettrificazione delle banchine si conferma una delle operazioni più impegnative. Fornire energia alle navi durante la sosta in porto permette di evitare l’impiego dei motori ausiliari di bordo e di contenere le emissioni nell’area portuale. Le dimensioni del fabbisogno, tuttavia, sono rilevanti: i dati illustrati dall’Università degli Studi di Napoli "Federico II" indicano 1,1 TWh all’anno per le unità ormeggiate, a fronte di 0,11 TWh annui assorbiti dalle restanti attività portuali.

La domanda energetica potrebbe crescere ulteriormente con la produzione dei nuovi vettori energetici destinati al trasporto marittimo. In questo caso, le necessità possono arrivare fino a 70 volte il consumo richiesto dalle utenze portuali ordinarie. Non esiste quindi una soluzione uniforme per tutti gli scali: traffici serviti, scala dell’infrastruttura e disponibilità di aree condizionano direttamente la fattibilità degli interventi e rendono essenziale il coordinamento tra autorità e gestori portuali, armatori e filiera industriale.

Anche il differenziale di investimento delle propulsioni alternative è stato oggetto di analisi. Le stime presentate da Srm nel corso dell’evento quantificano in circa 23 milioni di dollari l’extra-costo per una portacontainer da 23.000 Teu alimentata a Gnl rispetto ad una nave convenzionale. Per una configurazione a metanolo, il sovrapprezzo stimato è pari a 15 milioni di dollari. Sul piano dell’esercizio, a equivalente contenuto energetico, l’e-metanolo può raggiungere un prezzo quasi cinque volte superiore a quello del combustibile navale tradizionale.

Le sessioni di PST26 hanno affrontato il percorso verso minori emissioni esaminando combustibili alternativi, tecnologie di bordo, efficienza operativa, elettrificazione portuale e protezione della salute e degli ecosistemi marini. La transizione delineata dal Forum richiede dunque interventi simultanei sulla flotta e sulle infrastrutture a terra, in un sistema nel quale energia, investimenti ed organizzazione delle attività portuali restano strettamente interdipendenti.

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