General Motors verserà 220 milioni di dollari per definire l’azione avviata dallo Stato di New York insieme ad altri 35 Stati sulla gestione delle informazioni raccolte dai veicoli dei clienti.
Al centro del procedimento c’è il programma Smart Driver, successivamente sospeso dopo l’avvio di una serie di cause. Il servizio rilevava parametri di condotta quali frenate improvvise e superamenti dei limiti di velocità da parte degli automobilisti iscritti.
Secondo quanto indicato nel comunicato, la casa automobilistica avrebbe trasferito questi dati a soggetti intermediari, che li rivendevano alle compagnie assicurative. In alcuni casi, gli assicuratori avrebbero utilizzato le informazioni per applicare incrementi rilevanti ai premi delle polizze.
Le autorità sostenevano che General Motors avesse condiviso dati di guida pur avendo dichiarato che tali informazioni non sarebbero state messe a disposizione delle assicurazioni senza un consenso esplicito dei clienti.
L’azienda ha inoltre annunciato la designazione di un nuovo Chief Trust and Privacy Officer, figura incaricata della fiducia e della privacy.