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Tutti pronti per la mobilità elettrica

Michele Crisci, Unrae: "si dovrà capire soprattutto come arrivare organicamente alla data del 2035 dal punto di vista economico e sociale"

"Le case automobilistiche sono fondamentalmente pronte per la mobilità elettrica ma si dovrà capire soprattutto come arrivare organicamente alla data del 2035 dal punto di vista economico e sociale". Lo ha detto in un'intervista rilasciata all'agenzia Adnkronos Michele Crisci, presidente di Unrae, l'Associazione delle case automobilistiche estere che operano in Italia nella distribuzione e commercializzazione di autovetture. Il commento di Crisci è riferito alla presentazione del pacchetto di proposte della Commissione europea Fit for 55 volto a rendere le politiche dell'Ue idonee a ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 55 % entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990. Il settore auto è uno dei più impegnati: le emissioni delle auto nuove dovrebbero diminuire del 55% a partire dal 2030 e del 100% a partire dal 2035, rispetto ai livelli del 2021. Per questo, le nuove auto immatricolate a partire dal 2035 dovranno essere a zero emissioni.

"Io penso che le case stiano facendo un ottimo lavoro - sottolinea Crisci - Le aziende dell’auto hanno fatto investimenti impressionanti nel mondo dell’elettrico o dell’idrogeno e come presidente di Unrae dico che fino ad ora la transizione ecologica è stata dettata esclusivamente dalle case automobilistiche. D’altro canto - rimarca Crisci - i tempi che ha dato la Commissione europea sono molto stretti, per arrivare ad un risultato ci dovrà essere una collaborazione totale tra imprese e governi. Il problema nei prossimi anni - prosegue Crisci - sarà come far avvicinare il consumatore finale verso il mondo elettrico e verso quelle motorizzazioni che stanno a metà come i plug-in, le ibride e anche le vetture a gas o metano che utilizzano ancora il motore endotermico ma sono un mezzo di transizione fondamentale verso motorizzazioni a emissione zero. L'importante - afferma Crisci - è che ci sia una strategia europea chiara che vada a cascata sui singoli mercati e sui governi in modo tale da creare dei forti incentivi dal punto di vista infrastrutturale, di eco bonus o defiscalizzazione per portare milioni di persone ad abbracciare la mobilità sostenibile".

Quanto all’alimentazione a idrogeno, sostiene Crisci, "il processo di elettrificazione è già avviato ed è già molto avanti, l’idrogeno invece lo vedo proiettato soprattutto verso il mondo dei mezzi pesanti sia per persone che merci. Sul trasporto privato invece bisogna aspettare un po' di più".

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Per quanto riguarda l'Italia, il presidente Unrae sottolinea come sia importante che il nostro Paese abbia "impianti medi o di altissima potenza per poter dare la possibilità di ricaricare le vetture in un tempo accettabile, vanno infrastrutturate le autostrade, le tangenziali ed infine anche i posti auto nelle proprie abitazioni, quando è possibile. Il parco auto circolante in Italia - spiega Crisci - è di oltre 40 milioni e si vendono circa 1,2 milioni di auto all’anno: ci vorranno anni di vendite per avere il rinnovo del parco auto circolante, fatto anche di elettriche, ma sicuramente composto da vetture più moderne", sottolinea Crisci.

Discorso a parte, in Italia, meritano dealer e officine. "Anche in un prossimo futuro - dice Crisci - i concessionari cambieranno pelle diventando soprattutto dei veri e propri punti di distribuzione della mobilità. Tra qualche anno, quando arriveranno le vetture con guida autonoma, queste vetture dovranno essere sempre in movimento e dovremmo avere officine ultra sofisticate capaci di dare assistenza anche in piena notte".

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