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Emendamenti taxi e Ncc, decreto infrastrutture. Uiltrasporti: grave attacco alla legalità nel settore

Le dichiarazioni dei due segretari del sindacato

Il segretario generale Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi e quello nazionale, Marco Verzari comunicano in una nota che:

"Continuano i tentativi di alcuni gruppi parlamentari di scardinare la L. 21/1992 che disciplina l'attività degli autoservizi pubblici non di linea. Questa volta, tramite la presentazione di alcuni emendamenti al Decreto Infrastrutture, si tenta di alleggerire le sanzioni per gli abusivi totali tramite la modifica dell'art. 85 del Codice della Strada, permettendo così alle piattaforme tecnologiche, alcune delle quali sono multinazionali estere che fanno profitti in Italia e trasferiscono gli utili nei paradisi fiscali, di svolgere la propria azione di intermediazione indipendentemente dalla differenza di classificazione operativa esistente tra il settore taxi ed il Noleggio con conducente Ncc".

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"Non è più tollerabile che l'iter di riforma del settore del trasporto pubblico non di linea (taxi e Ncc) sia fermo da tre anni. Non è più possibile attendere che si metta mano alla regolamentazione delle applicazioni tecnologiche (App), all’istituzione del Foglio di servizio elettronico per il servizio di noleggio da rimessa e del Registro elettronico nazionale – spiegano Tarlazzi e Verzari, che proseguono: I disagi ed i malesseri di chi ha sempre svolto onestamente la propria attività lavorativa non possono e non devono più essere ignorati".

"Chiediamo con forza, al ministero delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili la riapertura del tavolo di trattativa sia per dare risposte concrete alle esigenze dei lavoratori che per mettere finalmente ordine in un settore che vede espandersi ogni giorno di più la macchia dell’abusivismo, ed al Parlamento di respingere quegli emendamenti al Decreto Infrastrutture che, invece, aggraverebbero una situazione oramai giunta al limite" concludono i due segretari.

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