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Grimaldi dice no al trasferimento dei depositi chimici a Genova

"Scelta scellerata portare al centro di un porto traffici di prodotti infiammabili"

"Non capisco dove sia il vantaggio". Più chiaro e conciso di così non poteva essere l'amministratore delegato del Gruppo Grimaldi Euromed, Emanuele Grimaldi, commentando lo spostamento dei depositi chimici di Superba e Carmagnani, a Genova, nella zona di Sampierdarena, occupando zone dedicate alla movimentazione dei rotabili. "Portare al centro di un porto e una città depositi e traffici di prodotti chimici infiammabili a mio avviso potrebbe essere una scelta scellerata -aggiunge Grimaldi che opera proprio su quelle banchine-. Trovo che sia contro gli interessi di tutti, della città, della sicurezza, delle grandi isole che sono servite dalle nostre navi attraverso il terminal San Giorgio". 

Il Gruppo ha protestato scrivendo al ministero delle Infrastrutture, alla Capitaneria di porto di Genova e al Consiglio superiore dei lavori pubblici, esponendo una posizione non dissimile da quella di Alis. 

Una ventina di giorni fa, subito dopo avere appreso della decisione del sindaco di Genova Marco Bucci relativa allo spostamento nel porto di Genova, in pieno centro città, delle attività di stoccaggio e movimentazione di prodotti chimici e petrolchimici, l'Associazione logistica dell'intermodalità sostenibile, Alis, per bocca del suo vicepresidente Marcello Di Caterina ha lanciato l'allarme: "C'è il rischio -ha detto- che Genova si trasformi in un’altra Beirut o addirittura nell’apocalisse di Tianjin”. 

Non tutti sono d'accordo però, come si vede: nemmeno Trasportounito, ossia i trasportatori che, invece sostengono che il trasloco dei depositi dal centro città al porto non creerà particolari problemi. 

Non è d'accordo con lo spostamento, e non lo nasconde, l'armartore Grimaldi che occupa il termina San Giorgio, proprio quello indicato come nuova destinazione dei depositi chimici. "Non ci possono dire che il problema non esiste. Servono prospettive e soluzioni. Questi depositi chimici -aggiunge Grimaldi- andrebbero messi in sicurezza in zone lontane dai grandi traffici e dall'abitato. Lo spazio che oggi ospita le nostre navi è appena sufficiente. Anzi, quando ho messo navi più grandi ho poi dovuto spostarle altrove proprio perché avevamo problemi di congestione. Ora levano altri 70 mila metri quadrati al terminal. Così facendo però non danneggiano solo il mio gruppo ma le autostrade del mare". 

Proprio Grimaldi fa riferimento alle autostrade del mare, i fitti collegamenti marittimi per i mezzi pesanti e i passeggeri, "che permettono la continuità territoriale verso la Sicilia e la Sardegna, quindi di un interesse nazionale cui spetterebbe attenzione, anche al di là di quella che meriterebbe un armatore italiano che opera con navi italiane e occupa 15 mila persone nel mondo. Solo attraverso il terminal di Genova sottraiamo ben 150 mila camion e 50 mila auto dalle autostrade a terra", conclude l'armatore.


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