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Il quadro delle regioni italiane nella transizione energetica

Dati e analisi sulle performance ambientali - ALLEGATO

Per quanto riguarda il percorso della neutralità climatica le regioni italiane sono su piani differenti. Per esempio la Campania si distingue per le emissioni pro capite più basse (3,2 tCO2eq/ab), mentre la Liguria ha ridotto del 65% le proprie emissioni dal 1990. Questo è uno dei dati presenti nell'edizione 2025 di Ciro - Climate indicators for italian regions, un database realizzato da Italy for climate in collaborazione con Ispra, il cui scopo è monitorare e confrontare le performance ambientali delle varie regioni. 

Sul fronte delle rinnovabili la Valle d’Aosta copre oltre il 96% dei consumi energetici con fonti pulite, mentre la Lombardia è leader per nuove installazioni nel 2023. L’efficienza energetica vede protagoniste le regioni del centro-sud, con la Campania in testa per i consumi più bassi, mentre la Valle d’Aosta ha registrato il calo più marcato (-13% tra il 2017 e il 2022). Nel settore agricolo, la Liguria è la meno emissiva e vanta il minor numero di bovini pro capite, mentre Toscana, Calabria e Sicilia guidano per superficie biologica. Per quanto riguarda gli edifici, Sicilia, Sardegna e Campania registrano le minori emissioni pro capite, mentre il Trentino-Alto Adige eccelle nella costruzione di edifici in classe A. Sul fronte industriale, Trentino-Alto Adige, Campania e Lombardia risultano le più efficienti in termini di emissioni per valore aggiunto, con la Sardegna in testa nell’elettrificazione delle industrie. Mentre nel settore dei trasporti, Lazio guida le immatricolazioni di auto elettriche, mentre Calabria, Valle d’Aosta e Basilicata sono le Regioni che hanno ridotto maggiormente le emissioni del settore. Infine, il clima estremo colpisce soprattutto il Nord, con Friuli-Venezia Giulia, Lombardia e Veneto in testa per eventi registrati.

“Secondo una recente analisi della Commissione europea, il disallineamento tra le politiche regionali e quelle nazionali e sovranazionali impedisce di realizzare una azione incisiva per il contrasto alla crisi climatica. Per aumentare la potenza installata di 80 GW entro il 2030 come previsto dal piano del Governo, tutte le regioni devono accelerare. Dodici regioni, in particolare, dovranno più che triplicare da qui al 2030 la potenza installata ogni anno di nuovi impianti rinnovabili se vorranno raggiungere i propri obiettivi. In questo quadro, è importante valorizzare le opportunità per le comunità locali derivanti dal nuovo regime zonale dei prezzi in vigore proprio dal 2025: le Regioni che avranno adottato procedure autorizzative più efficaci e avranno più aree disponibili per la realizzazione di impianti rinnovabili vedranno i loro prezzi zonali diminuire e stabilizzarsi con vantaggi per i consumatori, l’ambiente e anche l’economia locale” Edo Ronchi – presidente fondazione per lo sviluppo sostenibile.

Sotto, la presentazione completa.

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