L’avvio della sperimentazione sul controllo elettronico della velocità delle imbarcazioni nella laguna di Venezia è ormai imminente. Dopo il via libera ottenuto dall’organismo che riunisce tutti gli enti coinvolti –tra cui l’Autorità per la Laguna, il Provveditorato alle Opere pubbliche, la Capitaneria di Porto, oltre a Regione, Comune e Città metropolitana– il test prenderà il via il primo giugno, con una durata prevista di due mesi fino al 31 luglio. Successivamente, dopo aver introdotto gli opportuni aggiustamenti, l’utilizzo sistematico di questi dispositivi di monitoraggio diverrà una prassi consolidata.
Parallelamente si dovranno adeguare le normative sulla privacy per consentire la divulgazione periodica dei dati aggregati relativi alle attività del sistema Sisa, e procedere all’aggiornamento delle ordinanze vigenti. La proposta era stata presentata recentemente dal sindaco Luigi Brugnaro in occasione degli Stati generali del Moto ondoso e Traffico acqueo, ottenendo consenso da parte delle 90 organizzazioni partecipanti, tra associazioni di categoria, enti pubblici e istituzioni.
Il primo cittadino ha sottolineato come il percorso non sarà privo di difficoltà ed i risultati potrebbero non manifestarsi immediatamente, ma resta fondamentale affrontare con decisione una questione finora trascurata. L’intento non è solo sanzionatorio, bensì una presa di coscienza collettiva sull’importanza di proteggere le aree più delicate della città. È indispensabile trovare un equilibrio tra le esigenze operative degli operatori della navigazione e la tutela ambientale ed urbana.
In avvio, il sistema di controllo con telecamere sarà gestito dalla centrale operativa situata al Tronchetto, che potrà emettere sanzioni efficaci contro le infrazioni di velocità, evitando così che le multe vengano annullate da tribunali amministrativi o giudici di pace. Questa iniziativa nasce dall’urgenza di regolamentare un traffico acqueo, soprattutto turistico, che ha superato da tempo livelli critici. Alla priorità del contenimento della velocità farà seguito la regolamentazione dei percorsi, la classificazione delle imbarcazioni –con particolare attenzione a quelle in ferro con gru, ritenute inquinanti e pericolose nei rii minori– e l’aggiornamento di un piano del traffico atteso da anni. Il primo passo sarà quindi il contenimento del moto ondoso, per migliorare la convivenza e la sicurezza sulle acque veneziane.
Sperimentazione controllo elettronico velocità barche per tutela laguna Venezia
Sistemi di sorveglianza avanzati per garantire sicurezza ambientale
Venezia, VE, Italia
Mobilita.news
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