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Sicurezza stradale: testato a Bari drone "Vista" che supporta soccorso dopo incidente

Prima prova operativa si è svolta nel capoluogo pugliese durante una simulazione

Il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti (Mit) compie un nuovo passo in avanti sul fronte dell’innovazione applicata alla sicurezza stradale. Si è conclusa con esito positivo la fase di sperimentazione e validazione sul campo di Vista – assistenza visiva da drone al soccorso stradale, progetto sviluppato dal Mit in collaborazione con il Dipartimento di informatica dell’Università degli studi di Bari "Aldo Moro", nell’ambito del Piano nazionale della sicurezza stradale 2030.

Il primo test operativo si è svolto il 18 marzo 2026 a Bari, nel corso di una simulazione di incidente stradale che ha consentito di verificare sul campo l’efficacia di un sistema integrato basato su drone, trasmissione video in tempo reale ed algoritmi di intelligenza artificiale a supporto delle attività di soccorso.

Durante la prova, il drone ha sorvolato l’area dell’incidente simulato inviando immagini in tempo reale ai centri operativi. I sistemi di intelligenza artificiale hanno analizzato la scena, individuando automaticamente i veicoli coinvolti, rilevando la presenza di persone e segnalando eventuali situazioni di criticità. Un supporto tecnologico che consente di restituire, già nei minuti immediatamente successivi all’impatto, un quadro rapido e dettagliato dell’evento, rafforzando la capacità di intervento nella cosiddetta golden hour, la prima ora dopo l’incidente, decisiva per la sopravvivenza delle vittime e per l’efficacia dei soccorsi.

Alla simulazione hanno preso parte i responsabili del progetto per il Mit e per l’Università di Bari, insieme ai rappresentanti del Servizio 118, dell’Asl della Provincia di Bari, del Corpo di polizia locale del Comune di Bari e delle associazioni “Uniti per i Risvegli” e “Vivi la Strada”. Il progetto nasce dall’accordo interistituzionale sottoscritto il 28 ottobre 2024 tra il Mit e l’Università degli studi di Bari "Aldo Moro", ai sensi dell’articolo 15 della legge n. 241 del 1990.

Tra gli aspetti più innovativi emersi nel corso della sperimentazione vi è anche la definizione di un protocollo di interazione drone-persona, pensato per rendere possibile una comunicazione contestualizzata con le vittime e per assicurare una documentazione certificata degli esiti dell’incidente, con potenziali applicazioni anche oltre il soccorso.

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