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Cantiere bloccato: a rischio il collegamento ferroviario di Brindisi

161 milioni stanziati, 60 milioni Pnrr: il progetto minacciato a tre mesi dalla scadenza

Una recinzione di plastica delimita un cantiere senza operai né ruspe: il raccordo ferroviario che dovrebbe collegare l’aeroporto di Brindisi alla rete regionale è fermo. A tre mesi dalla scadenza dei tempi Pnrr (Piano nazionale ripresa e resilienza), lo stato dei lavori è paralizzato: le imprese incaricate sono cadute una dopo l’altra nella crisi del settore, lasciando l’opera sospesa. 

Il progetto prevede un nuovo tracciato di circa 6 km con due diramazioni che collegheranno lo scalo alla nuova stazione di Brindisi, consentendo proseguimenti verso Lecce e Taranto. Si tratta di un’infrastruttura strategica per la mobilità dei residenti di Lecce e Taranto e per l’accessibilità turistica del Salento; oggi i passeggeri atterrati a Brindisi devono arrangiarsi per raggiungere le località della regione. 

Il quadro finanziario è consistente: 161 milioni complessivi, di cui circa 60 milioni coperti dal Pnrr. In commissione Trasporti del Consiglio regionale, convocata dal presidente Loredana Capone, Rfi (Rete ferroviaria italiana) ha fornito gli aggiornamenti. 

Il contratto iniziale, firmato nel 2023 con ICI Italiana costruzioni e con consegna prevista per fine 2024, è stato risolto nel luglio 2025 per mancata performance. La seconda classificata, Manelli Impresa, subentrata ad ottobre, ha poi avviato procedure di composizione della crisi; il ramo d’azienda è stato affittato a Cmc di Ravenna. Rfi segnala preoccupazione sulla solidità dell’operatore: Cmc, acquisita due anni fa da Alpha General Contractor, non ha esperienza specifica in ambito ferroviario. Per il direttore investimenti di Rfi, Lucio Menta, il risultato resta raggiungibile "se non succede altro", ma la condizione è fragile. 

Il presidente Capone ha sollecitato vigilanza serrata per garantire il completamento del primo lotto e preservare il finanziamento Pnrr. Paolo Pagliaro (FdI) denuncia l’incertezza temporale e la vulnerabilità del sistema di gare pubbliche nel selezionare imprese finanziariamente solide: a vent’anni dall’avvio del progetto, il traguardo resta ancora lontano.

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