Press
Agency

Dogane e supply chain: l'emergenza dati frena le rotte commerciali

Le aziende europee lasciano sul tavolo un terzo dei dazi agevolati

Il 3 giugno 2026 ad Amsterdam, durante il primo Customs Support Summit organizzato dal Customs Support Group (CSG), è emerso un quadro allarmante per il commercio internazionale: gran parte delle aziende europee naviga letteralmente alla cieca. Dalla survey condotta su 150 responsabili doganali e compliance del comparto manifatturiero e retail, risulta chiaramente che la frammentazione e la scarsa qualità dei dati aziendali impediscono di cogliere preziose opportunità di risparmio. I continui stravolgimenti legislativi rappresentano lo scoglio principale per il 24% degli intervistati, rendendo quasi impossibile analizzare i rischi sistemici o accelerare la digitalizzazione delle supply chain senza un solido ecosistema informativo alle spalle.

Questo deficit strutturale si scontra oggi con scadenze normative ineludibili che stanno già ridisegnando il mercato. Con l'entrata in vigore definitiva del Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM) dal primo gennaio 2026, che ha introdotto obblighi stringenti e costi finanziari sulle emissioni incorporate nelle merci importate, la compliance doganale non ammette più alcuna approssimazione. A questo scenario si somma la corsa verso il lancio del nuovo EU Customs Data Hub, la piattaforma centralizzata che rivoluzionerà i controlli nell'Unione. Come evidenziato dai vertici di CSG, la visibilità deve ormai abbracciare capillarmente l'intera filiera globale: senza informazioni ineccepibili sull'origine dei prodotti e sui broker, l'impiego dell'intelligenza artificiale rimane pura teoria e l'esposizione a blocchi doganali per violazioni dei parametri ESG diventa una minaccia quotidiana.

L'opacità procedurale genera inoltre un imponente danno economico immediato. I numeri forniti dalla DG TRADE rivelano che l'utilizzo effettivo delle preferenze tariffarie in Europa si arena al 67%. Molte imprese rinunciano di fatto a un terzo dei vantaggi economici garantiti dai trattati di libero scambio semplicemente per l'incapacità di classificare in modo accurato le proprie merci. La funzione doganale è perciò costretta ad abbandonare definitivamente il retaggio amministrativo di back office per sedersi ai tavoli strategici direzionali. In un panorama di crescenti tensioni commerciali, solo connettendo architetture digitali e competenze si possono forgiare filiere resilienti, trasformando l'attuale volatilità geopolitica in un formidabile vantaggio competitivo globale.

Suggerite

80esimo anniversario della Vespa, Meloni riceve i vertici del Gruppo Piaggio

Esposti tre esemplari storici, oltre ad alcuni mezzi più moderni, di colori diversi, per comporre il Tricolore - VIDEO

Dopo aver partecipato nell'Aula di Montecitorio alla cerimonia celebrativa della prima seduta dell'assemblea costituente e prima di partire per Antibes per il 36esimo vertice intergovernativo tra Italia... segue

Roma-Fiumicino (2), disagi ai passeggeri per guasto sulla linea ferroviaria

Treni fermi, bus sostitutivi e code ai taxi: mattinata difficile per i viaggiatori

All’aeroporto di Roma-Fiumicino, nelle ultime ore, i viaggiatori diretti verso la città si sono trovati davanti ad una situazione di forte disagio: niente collegamento ferroviario disponibile e lunghe fi... segue

Nissan, la governance si complica dopo il no a Nagai

Il voto su Nagai riaccende le tensioni con Renault e pesa sul piano di rilancio

 Nissan dovrà fare i conti con una nuova frizione sulla governance dopo che l’assemblea degli azionisti, riunita a Yokohama, ha bocciato la nomina di Motoo Nagai come consigliere esterno e presidente del... segue