L'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale ha ufficialmente avviato a fine giugno l'iter amministrativo per il nuovo Piano Regolatore Portuale di Augusta, uno strumento strategico fermo al lontano '68 che ridisegnerà l'assetto logistico e industriale del polo siracusano per i prossimi decenni. Il provvedimento, che arriva a pochi giorni dallo scioglimento del Comitato di gestione guidato da Francesco Di Sarcina, introduce profonde novità strutturali per i due scali principali della provincia, puntando a una netta specializzazione dei compiti, a investimenti green di ultima generazione e al potenziamento della ricettività turistica nell'intera area marittima.
La nuova pianificazione strategica punta a decongestionare il golfo concentrando ad Augusta i grandi traffici merci, i container, le rinfuse e, soprattutto, un polo cantieristico unificato a Punta Pugno. Quest'ultimo hub accoglierà le attività ad alta tecnologia legate all'assemblaggio delle grandi turbine per l'eolico offshore, supportate dal raddoppio ferroviario in corso da parte di Rete Ferroviaria Italiana. Sul fronte della sostenibilità, i futuri piazzali eviteranno il ricorso a materiali di cava, sfruttando i sedimenti derivanti dai dragaggi portuali, mentre è stato definitivamente stralciato qualsiasi intervento invasivo a ridosso delle storiche saline locali, destinate invece a un piano di valorizzazione e riqualificazione ambientale.
Parallelamente, il porto di Siracusa si prepara a cambiare volto sul versante della mobilità passeggeri grazie all'avvenuta aggiudicazione dei lavori per il nuovo terminal crociere. La struttura sarà supportata da uno studio specialistico per ottimizzare i servizi di banchina e definire il modello di concessione, in linea con i recenti dati sul turismo nautico siciliano che vedono una forte ripresa degli accosti nel Mediterraneo centrale. La transizione verso una gestione più ecocompatibile delle infrastrutture siciliane si inserisce in una più ampia strategia del Ministero delle Infrastrutture volta a modernizzare la rete dei porti nazionali, integrando la logistica pesante e la mobilità sostenibile.