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Porto di Trieste, sbloccati i fondi: riparte la gara per la stazione di Servola

Serracchiani avverte: adesso serve potenziare la rete fuori città

Nel corso dello scorso fine settimana, l'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale ha ufficialmente sbloccato le risorse finanziarie necessarie per far ripartire l'attesa gara d'appalto relativa alla nuova stazione ferroviaria di Servola, un'infrastruttura nevralgica per potenziare lo scalo di Trieste. Il via libera giunge dopo una complessa fase di stallo burocratico che nell'aprile dello scorso anno aveva costretto i vertici dello scalo giuliano a congelare il bando originario. Questo fondamentale intervento in extremis consentirà finalmente di pubblicare il nuovo capitolato di gara, accelerando l'integrazione intermodale tra il trasporto marittimo e la rete ferroviaria nazionale a supporto delle merci in transito.

La notizia dello sblocco dei fondi ha riacceso i riflettori sulla necessità di coordinare i cantieri interni al porto con il potenziamento complessivo delle direttrici di collegamento esterne. A tal proposito, la deputata Debora Serracchiani ha espresso forte soddisfazione per la risoluzione dell'intoppo, pur sottolineando il rammarico per i tempi eccessivamente dilatati della macchina amministrativa. L'esponente politica ha evidenziato come l'efficacia del nuovo snodo di Servola sarà legata alla capacità di adeguatezza della rete ferroviaria posta oltre i confini cittadini, un fattore indispensabile per garantire che il massiccio incremento di flussi logistici auspicato non si trasformi in un collo di bottiglia strutturale.

L'ampliamento ferroviario di Servola si inserisce in una più vasta strategia europea per i corridoi Ten-T, mirata a trasferire quote significative di traffico merci dalla gomma alla rotaia, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione del trasporto continentale. La riattivazione del bando triestino coincide con i dati positivi sull'intermodalità del Friuli Venezia Giulia, che confermano la centralità dei porti adriatici come principali porte d'accesso per i mercati dell'Europa centrale. Il completamento dell'opera consentirà di ottimizzare le manovre di smistamento dei treni blocco direttamente nell'area retroportuale, incrementando l'efficienza commerciale e la competitività internazionale dell'intero sistema logistico regionale.

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