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Alta Velocità 2025: quasi 7 treni su 10 in ritardo

Lecce–Milano la peggiore, cantieri sull'Adriatica e 310 milioni per potenziare la rete

Il dossier “Alta Velocità” di Europaradicale, che ha scandagliato i movimenti ferroviari dal primo gennaio al 31 dicembre 2025, restituisce un bilancio pesante per i pendolari: su circa 90.000 convogli monitorati (circa 250 al giorno) quasi sette su dieci hanno fatto registrare ritardi. 

L’analisi ha preso in esame dati granulari —numero treno, tipologia (Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca), stazioni di capolinea e fermate intermedie, orari previsti ed effettivi, tempi di percorrenza e costo dei biglietti — per fotografare con rigore le performance della rete AV. 

La “maglia nera” spetta alla relazione Lecce–Milano: solo 18 corse puntuali in tutto il 2025 ed un ritardo medio di 29 minuti; il 36% degli itinerari è arrivato con almeno mezz’ora di ritardo ed una su dieci ha superato l’ora. 

Sul podio negativo figura anche la Milano–Taranto (ritardo medio 28 minuti; puntualità registrata appena 51 volte). Seguono Taranto–Milano (27’), Milano–Lecce (26’) e Bari–Milano (23’). 

Il 2025 è stato segnato da disservizi frequenti, tra cancellazioni e slittamenti, imputabili sia a cause impreviste sia a cantieri programmati. L’inizio del 2026 promette ulteriori disagi: dal 14 al 23 gennaio è prevista la terza fase di potenziamento infrastrutturale e tecnologico lungo l’Adriatica —tra San Vito Lanciano e San Severo, Pescara–Foggia e Barletta–Bari— con interruzioni e limitazioni di percorso. Rfi (Rete ferroviaria italiana) e Trenitalia spiegano che gli interventi (oltre 150 km di linea, più di 280 tecnici impiegati) sono finalizzati ad aumentare capacità ed affidabilità della rete ed a migliorare la regolarità dei servizi; il programma è finanziato per circa 310 milioni di Euro, di cui circa 100 milioni dal Pnrr (Piano nazionale ripresa e resilienza). Per le tratte sospese è prevista l’attivazione di servizi sostitutivi su gomma.

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