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"Ancona Porto Futuro" chiede una svolta per lo scalo adriatico

Cesaroni: servono opere rapide ed una governance capace di rilanciarlo

Per "Ancona Porto Futuro", "la questione decisiva riguarda il posizionamento dello scalo nella futura geografia economica del mare. Ancona non può permettersi di perdere funzioni o traffici proprio mentre gli altri porti stanno consolidando investimenti e capacità operativa. La sfida non è settoriale, ma sistemica: riguarda il ruolo dell'Adriatico centrale nella nuova geografia della blue economy europea. Ed in questo contesto, tutte le funzioni portuali -nessuna esclusa- devono essere messe in condizione di svilupparsi", ha affermato Luca Cesaroni, portavoce dell'associazione.

"In questo quadro, l’imminente nomina di Mirco Carloni alla guida dell’Autorità di sistema portuale viene interpretata dagli operatori come un passaggio che potrebbe imprimere una svolta più concreta ed orientata alla realizzazione delle opere strategiche. Ci auguriamo che questa nuova fase sia caratterizzata da pragmatismo, capacità di sintesi istituzionale e rapidità nell'attuazione degli interventi. Il porto ha bisogno di una guida in grado di trasformare la programmazione in realizzazione, recuperando ritardi e rafforzando il ruolo di Ancona nel sistema adriatico. È una sfida complessa, ma riteniamo che Carloni possa avere le competenze e l'esperienza necessarie per affrontarla e portarla a compimento, anche alla luce del percorso professionale, amministrativo e istituzionale maturato sia sul territorio che a Roma", ha osservato. 

Dal fronte di Ancona Porto Futuro "arriva anche la disponibilità ad aprire un confronto con la futura governance dell’Autorità portuale. Come Ancona Porto Futuro saremo disponibili ad avviare un'interlocuzione costruttiva con la futura governance dell'Autorità Portuale, con spirito di collaborazione e nell'interesse dello sviluppo dello scalo e dell'intero territorio", ha concluso.

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