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Intermodalità dei porti lagunari: Venezia-Chioggia accelerano sulle merci

Oltre 12,7 milioni di tonnellate lavorate

L'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale ha presentato il bilancio dei traffici relativi al primo semestre dell'anno per i porti di Venezia e Chioggia, che hanno registrato una movimentazione complessiva di quasi tredici milioni di tonnellate di merci. I dati evidenziano la tenuta delle banchine veneziane e una crescita a doppia cifra dello scalo chioggiotto, consolidando il ruolo della Laguna come snodo cruciale per la catena di approvvigionamento manifatturiera. La vitalità delle rotte commerciali e l'avanzamento dei progetti infrastrutturali legati al PNRR confermano la capacità di attrazione del polo veneto nel quadro della mobilità marittima europea.

Il report sottolinea la performance eccezionale dei materiali da costruzione e del comparto agribulk a Porto Marghera, affiancata dall'incremento dei prodotti metallurgici per le fabbriche del Nord Italia. Nonostante la flessione registrata nell'import-export dei prodotti petroliferi e delle rinfuse liquide, a cui fa eco il contesto energetico nazionale, il traffico dei container pieni ha messo a segno un balzo significativo. Questo dato testimonia una forte reattività delle filiere produttive locali, capaci di saturare lo spazio di stiva dei vettori navali operanti nell'Alto Adriatico.

A Chioggia la marcata impennata delle merci in collo ha compensato ampiamente le flessioni di altri settori tradizionali, rafforzando la complementarietà tra i due hub lagunari. L'integrazione tra le banchine commerciali, le connessioni ferroviarie e i corridoi stradali perimetrali si conferma fondamentale per garantire la fluidità della logistica intermodale. Le proiezioni sull'ultimo anno di operatività mostrano una tendenza ampiamente favorevole, posizionando il sistema portuale veneto tra gli asset strategici per la competitività economica e industriale del Paese.

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