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Toyota rilancia: robotica, mobilità e Roe al 20%

Kon punta su efficienza industriale e nuove piattaforme

Nella conferenza dedicata ai risultati finanziari 2025-2026, Kenta Kon, entrato da febbraio alla guida del Gruppo Toyota come nuovo presidente ed amministratore delegato, ha delineato un percorso di trasformazione che punta a fare del colosso giapponese non soltanto un costruttore di automobili, ma un attore esteso della mobilità e della robotica. Al centro dell’impostazione c’è un obiettivo netto: portare il Roe (Return on Equity) dal livello attuale al 20%, quindi ad un raddoppio della redditività del capitale proprio.

Kon ha ricondotto questa traiettoria a quattro direttrici strategiche. La prima riguarda il rafforzamento della robotica; la seconda l’ulteriore crescita dei ricavi lungo la catena del valore già esistente; la terza l’introduzione di nuove soluzioni di mobilità su terra, mare e aria; la quarta un impiego più intenso delle tecnologie connesse e dei modelli di Software Development Vehicle (Sdv).

Nel suo intervento, il ceo ha richiamato anche l’evoluzione del portafoglio marchi, che oggi comprende a tutti gli effetti, oltre a Daihatsu, GR, Lexus e Toyota, anche il brand luxury Century. Il punto, ha sottolineato, è mantenere “la capacità di produrre veicoli in modo corretto e di consegnarli in modo affidabile ai clienti”.

Per Toyota, la leva decisiva resta l’uso pieno della capacità industriale disponibile. In questo quadro si inseriscono gli effetti di Area 35, iniziativa avviata nel 2023 per aumentare l’efficienza produttiva, ridurre l’impronta delle fabbriche del 35% ed abbattere il numero di componenti fino all’80%. L’azienda, ha spiegato, “utilizzerà appieno gli spazi e la capacità produttiva esistenti, procedendo al contempo con l’espansione della capacità già annunciata, inclusi nuovi stabilimenti, in linea con la domanda effettiva”.

Il miglioramento della redditività passerà anche da interventi paralleli: aumento della capacità produttiva di batterie ed unità per veicoli ibridi (Hev) in coerenza con l’evoluzione generazionale, riorganizzazione globale dei modelli produttivi e ulteriore accelerazione della localizzazione degli approvvigionamenti. Su questo fronte, il ceo ha ribadito la necessità di ridurre i costi alla fonte, compresa la ricostruzione degli scenari di produzione dei componenti, con l’obiettivo di massimizzare il margine di contribuzione per unità di ciascun modello al momento del cambio di generazione.

La conferenza ha toccato anche il profilo industriale e sociale della strategia. Toyota, ha confermato, punta ad innalzare la produttività e a costruire un ambiente di lavoro più confortevole, “per contribuire al contempo al miglioramento della qualità della vita e ad affrontare le sfide di una società che invecchia”.

Nello scenario dei suoi impianti, che producono in tutto il mondo 10 milioni di veicoli all’anno, il gruppo intende far crescere i robot come partner ed accompagnarne l’evoluzione, così da arrivare ad un futuro in cui persone e robot collaborino sempre di più. Kon ha indicato proprio nella combinazione tra produzione e sistemi intelligenti la forza della robotica di Toyota, aggiungendo che attraverso il Gruppo sarà possibile sostenere la riforma del settore manifatturiero in Giappone.

Guardando al medio-lungo termine, il ceo ha infine ribadito che l’implementazione continua di queste misure dovrà migliorare il volume di pareggio e ottimizzare la struttura patrimoniale, con la meta dichiarata di un Roe del 20%. In linea con il suo passato di Cfo (Chief Financial Officer) di Toyota, ha inoltre confermato l’impostazione multi-path del gruppo: investimenti in ibrido, plug-in, idrogeno ed elettrico continueranno a convivere per rispondere alle esigenze dei mercati globali, dei clienti e della decarbonizzazione.

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