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Binari d'acciaio per l'automotive: nasce il corridoio Livorno-Gioia Tauro

Automar, FS Logistix e Gta lanciano il nuovo asse ferroviario

Dal 15 luglio 2026, l'asse logistico italiano si arricchisce di una nuova infrastruttura di collegamento con l'attivazione del corridoio ferroviario dedicato all'automotive che unisce Livorno, Pontecagnano e Gioia Tauro. Il progetto, nato sotto l'egida dell'associazione Alis, vede la collaborazione strategica tra Automar, FS Logistix e Gta, con la trazione operativa affidata a Mercitalia Rail. Questo innovativo servizio intermodale è stato concepito per decongestionare la rete stradale ordinaria, ottimizzare i tempi di transito dei veicoli e riequilibrare i flussi commerciali tra il Mezzogiorno e le regioni settentrionali, abbattendo al contempo le emissioni di anidride carbonica di 4.800 tonnellate all'anno.

La nuova rotazione ferroviaria collega il Piazzale Secondo Faldo di Livorno con il terminal calabrese di Gioia Tauro, sfruttando lo scalo campano di Pontecagnano come fondamentale hub intermedio. Il meccanismo a ciclo continuo valorizza la centralità dei porti italiani nella ricezione dei veicoli provenienti dall'Estremo Oriente. Lo scarico immediato dalle navi cargo e il successivo instradamento su rotaia riducono sensibilmente i tempi di sosta in banchina, fluidificando l'intera catena distributiva verso i mercati europei. L'iniziativa si inserisce in un contesto globale in cui i principali attori dello shipping, come il Gruppo Grimaldi, stanno investendo massicciamente nell'integrazione verticale terra-mare per superare i colli di bottiglia terrestri che rallentano la filiera dell'auto.

Oltre ai benefici ambientali, l'operazione affronta direttamente la piaga della carenza strutturale di autisti professionali, alleviando la pressione sul comparto dell'autotrasporto lungo la direttrice nord-sud. Per i vertici di Alis, la sinergia dimostra l'efficacia del fare sistema tra competenze complementari, mentre i manager di Automar e FS Logistix evidenziano come la stabilità delle connessioni sia la chiave per rispondere alla crisi di capacità della logistica automobilistica contemporanea. Trasformando i piazzali e le banchine in nodi interconnessi, l'accordo non solo riduce i viaggi a vuoto, ma restituisce competitività a un settore industriale che esige soluzioni flessibili, sostenibili e soprattutto immuni dalle storiche strozzature della rete viaria nazionale.

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