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Tempesta sulle nomine per Ferrovie: il caso del nuovo CdA arriva in Parlamento

Il deputato De Maria (PD) annuncia un'interrogazione dopo la nomina dell'avvocato Silvia Marzot

A metà luglio 2026, la recente nomina dell’avvocato bolognese Silvia Marzot all'interno del nuovo Consiglio di Amministrazione di Ferrovie dello Stato Italiane ha innescato un acceso scontro politico che approderà presto alla Camera dei Deputati. Il parlamentare del Partito Democratico Andrea De Maria ha infatti annunciato la presentazione formale di un’interrogazione rivolta al Ministero dell’Economia e delle Finanze per fare piena luce sulle procedure selettive adottate dall'esecutivo. Al centro delle contestazioni vi è la presunta inopportunità politica della designazione, scaturita dalla concomitanza tra l'ingresso dell'avvocato nel vertice del colosso dei trasporti pubblici e il suo contestuale impegno legale in un duro ricorso giudiziario depositato contro il Comune di Bologna per conto di un noto esponente locale di Fratelli d'Italia.

La vicenda si inserisce in un dibattito nazionale molto più ampio riguardante la trasparenza e la governance delle principali partecipate statali, in un momento in cui il Gruppo FS si trova a gestire i cruciali investimenti infrastrutturali legati ai fondi europei per la modernizzazione della rete ferroviaria. Secondo l'esponente dell'opposizione, pur non essendoci contestazioni sulla regolarità formale dell'atto o sul profilo professionale della civilista emiliana, la sovrapposizione tra ruoli di alta direzione pubblica e militanza professionale attiva a sostegno di una specifica area politica solleva legittimi interrogativi sull'opportunità della scelta.

L'iniziativa parlamentare mira a chiedere chiarimenti dettagliati al ministero guidato da Giancarlo Giorgetti circa i parametri di merito e i percorsi valutativi che hanno guidato l'individuazione dei singoli membri del consiglio. La richiesta di trasparenza avanzata dal deputato punta a garantire l'assoluta terzietà delle istituzioni, esigendo criteri di nomina oggettivi e condivisi per salvaguardare l'immagine e l'efficienza della più grande azienda infrastrutturale del Paese.

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