Nel corso di questo mese di agosto 2026, l'ente assicurativo della Polonia ha scatenato un'offensiva giudiziaria ed economica senza precedenti per stroncare l'ampio fenomeno dei veicoli immatricolati a Varsavia ma stabilmente circolanti nel territorio del capoluogo campano. Il sistema, concepito da migliaia di automobilisti napoletani per schivare le tariffe RCA locali che superano i duemila euro annui, prevede la cancellazione del mezzo dal pubblico registro italiano e il contestuale noleggio a lungo termine tramite agenzie estere. L'autorità di garanzia polacca PBUK ha deciso di avviare azioni legali di rivalsa per recuperare milioni di euro direttamente dalle tasche dei conducenti italiani coinvolti in incidenti stradali.
La reazione delle autorità estere scaturisce dal boom di risarcimenti sborsati per i sinistri provocati in Italia da automobili e scooter privi di idonea copertura, un drenaggio finanziario che ha sfiorato la quota di cinque milioni di euro. Le azioni giudiziarie mirano a colpire sia gli intermediari dal capitale irrisorio sia i locatari finali dei mezzi, i cuales rischiano di dover pagare di tasca propria i danni generati. Contemporaneamente, le forze dell'ordine e la polizia locale hanno moltiplicato i posti di blocco nelle arterie urbane, sanzionando il mancato accreditamento dei veicoli al Registro Veicoli Esteri entro i trenta giorni d'uso.
Chi ha scelto la strada delle targhe estere per alleggerire i costi d'esercizio si trova ora esposto al sequestro del mezzo, a sanzioni salatissime e alla perdita definitiva del capitale investito in caso di fallimento della società fittizia d'oltralpe. La vicenda riapre una spina nel fianco della mobilità nazionale, evidenziando le gravissime sperequazioni economiche del sistema assicurativo italiano.