Oggi, 7 agosto 2026, una nuova e violenta eruzione dell'Etna, accompagnata da una densa nube di cenere vulcanica, ha costretto la società di gestione Sac a sospendere preventivamente gli atterraggi presso l'aeroporto Fontanarossa di Catania, bloccando le coincidenze di migliaia di turisti in piena stagione estiva. Per fronteggiare l'impatto di questo blocco atmosferico ed evitare la paralisi totale del sistema di trasporto in Sicilia, Trenitalia ha prontamente attivato una capillare rete d'emergenza intermodale, schierando convogli ferroviari straordinari progettati per assorbire agevolmente i massicci flussi di passeggeri dirottati forzatamente su altre province dell'isola.
L'imponente attività parossistica sviluppatasi dal cratere Voragine, sospinta dalle forti correnti ventose in quota che hanno riversato frammenti piroclastici e polveri scure direttamente sull'infrastruttura aeroportuale, ha spinto le autorità preposte a consentire unicamente le partenze degli aeromobili già posizionati fisicamente sui piazzali. Per arginare le pesanti ricadute sui viaggiatori costretti ad atterrare in scali alternativi, la macchina della mobilità sostitutiva ha messo in campo corse su rotaia speciali, dirette dalla stazione di Palermo Aeroporto fino a Palermo Centrale e capaci di bypassare totalmente le fermate intermedie. Dal capoluogo siciliano è stata inoltre organizzata un'apposita traccia eccezionale via Messina verso il nodo di Catania in grado di ospitare oltre cinquecento persone, riducendo drasticamente la pressione sulle autostrade regionali in una critica giornata di esodo vacanziero.
I vertici della società Sac e degli aeroporti vicini, agendo in stretta sinergia con la Protezione Civile, raccomandano caldamente agli utenti di non mettersi in viaggio verso l'aerostazione etnea senza prima avere verificato con le compagnie aeree lo stato dei propri biglietti e monitorato i continui aggiornamenti sul portale web delle ferrovie. Mentre le ditte specializzate operano senza sosta per ripulire le piste di rullaggio dalla cenere depositata, le costanti rilevazioni geofisiche decideranno i tempi tecnici e i margini di sicurezza necessari per la riapertura totale dello spazio aereo siciliano.