Nelle ultime ore gli agenti della Polizia di Frontiera Marittima di Palermo hanno sventato un traffico internazionale di veicoli rubati, bloccando nel porto siciliano diverse automobili di lusso dal valore superiore a 150 mila euro destinate al mercato nero in Tunisia. L'operazione ha portato alla denuncia a piede libero di due cittadini libici per i reati di riciclaggio, falso e contraffazione. I veicoli, imbarcati inizialmente a Salerno e mascherati da carte di circolazione estere, sono stati fermati durante le ispezioni di seconda linea su passeggeri e mezzi in uscita dal territorio nazionale.
Le verifiche avanzate svolte dalle forze dell'ordine hanno permesso di smascherare un sofisticato sistema di clonazione dei codici identificativi. Nonostante un'apparente regolarità formale, gli esami sul vano motore hanno evidenziato la manomissione delle punzonature dei telai e la totale assenza degli elementi otticamente variabili sui documenti di circolazione. In particolare, su una delle vetture gli investigatori hanno riscontrato la manomissione del cruscotto, cavi divelti sotto lo sterzo ed etichette identificative scollate, incrociando poi i dati informatici per confermare la provenienza illecita del mezzo.
I controlli incrociati nelle banche dati della Pubblica Sicurezza hanno rivelato che i seriali registrati appartenevano a vetture identiche per modello e colore ma regolarmente circolanti in Italia, i cui ignari proprietari non sapevano della presenza di veicoli clone destinati all'esportazione. Questo blitz evidenzia l'importanza strategica dei controlli di sicurezza nei principali snodi marittimi del Mediterraneo per spezzare le rotte della criminalità transnazionale. Il presidio costante delle infrastrutture portuali si conferma essenziale per tutelare la legalità nella mobilità delle merci e contrastare il riciclaggio dei beni lungo le direttrici marittime.