Nel pomeriggio di ieri le operazioni di dragaggio all'interno dello scalo marittimo di Livorno hanno portato al ritrovamento di un ordigno inesploso risalente alla Seconda Guerra Mondiale, individuato in una vasca di stoccaggio dei sedimenti di fronte alla Torre del Marzocco. L'emergenza, scattata immediatamente nel principale hub logistico toscano, ha spinto la Capitaneria di Porto e l'Autorità di Sistema Portuale a emanare due ordinanze d'urgenza che vietano la navigazione e il transito terrestre entro un raggio di sicurezza di 381 metri dal punto dell'avvistamento.
La scoperta ha imposto il blocco temporaneo di una porzione strategica dell'infrastruttura navale, riproponendo la fragilità dei litorali italiani ancora segnati dai residuati bellici affioranti durante i lavori di manutenzione dei fondali. Per coordinare le delicate operazioni di bonifica affidate agli artificieri dell'Esercito, le forze dell'ordine e i tecnici portuali hanno allestito un posto di controllo avanzato sulla terraferma. Le autorità hanno inoltre riorganizzato la viabilità marittima per limitare i disagi ai passeggeri e alle merci, disponendo il dirottamento dei traghetti ad alta sostenibilità della classe Eco Grimaldi verso l'accosto 59, situato nelle banchine gestite dalla società Porto 2000.
L'episodio conferma la complessità nella gestione della sicurezza dei trasporti nelle aree d'approdo storiche, dove le attività di potenziamento infrastrutturale devono costantemente confrontarsi con i rischi del passato. Gli interventi di neutralizzazione e rimozione dell'ordigno consentiranno di ripristinare il regolare flusso della mobilità marittima lungo le rotte tirreniche, riaprendo i canali d'accesso commerciali non appena le condizioni di navigabilità saranno pienamente ristabilite.