Il Ministero del Turismo ha proposto l'istituzione di una cabina di regia permanente tra Protezione Civile e gestori aeroportuali per azzerare i paralizzanti blocchi dei voli causati dalle eruzioni dell'Etna allo scalo di Catania-Fontanarossa. L'annuncio è arrivato sabato sera da Ragalna durante l'Etna Forum, dove l'esecutivo ha risposto agli allarmi lanciati dalle associazioni di categoria sfinite dai continui disagi per i viaggiatori. L'obiettivo istituzionale è stabilire protocolli d'azione immediati al primo segnale di attività vulcanica, evitando che l'emissione di cenere continui a tramutarsi sistematicamente in un'emergenza logistica impreparata.
L'Etna rappresenta una risorsa strategica inestimabile per il brand Italia: un'attrazione iconica capace di richiamare flussi internazionali sia per lo spettacolo delle eruzioni sia per le singolari piste da sci affacciate sul Mediterraneo. Tuttavia, la fragilità dell'infrastruttura aeroportuale etnea e il conseguente effetto domino sugli scali di Palermo e Comiso rischiano di danneggiare l'immagine turistica della regione. La vera sfida per la mobilita siciliana risiede nel sincronizzare i sistemi di monitoraggio vulcanologico dell'INGV con la pulizia rapida delle piste e la riprogrammazione dei vettori aerei, superando l'approccio improvvisato.
Solo attraverso procedure standardizzate, digitalizzazione dei flussi e una sinergia intermodale con la rete ferroviaria regionale sarà possibile tutelare il diritto alla mobilità dei passeggeri. Mettere in sicurezza lo scalo di Fontanarossa significa proteggere l'economia dell'intera isola, trasformando la convivenza con il vulcano attivo più alto d'Europa in un modello di gestione infrastrutturale efficiente e moderno.