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L'automotive italiano fa fronte comune a Bruxelles

Richiesta un'Europa flessibile e investimenti certi

Tredici Regioni italiane a forte vocazione manifatturiera hanno presentato mercoledì 9 settembre a Bruxelles una linea d'azione unitaria per salvare il futuro dell'industria automobilistica e della componentistica nazionale. La delegazione, rappresentata dai delegati delle amministrazioni territoriali di Basilicata, Lazio, Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Molise, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria e Marche, ha chiesto formalmente alle istituzioni comunitarie l'istituzione di un fondo strutturale dedicato nel bilancio europeo duemilaventotto-duemilatrentaquattro. L'iniziativa mira a sostenere le filiere industriali locali e l'indotto delle piccole e medie imprese nella complessa fase di conversione verso la mobilità a basse ed azzerate emissioni.

La posizione delle amministrazioni regionali punta a superare l'approccio rigido basato sulla sola elettrificazione, rivendicando con fermezza il principio della neutralità tecnologica per valorizzare l'impiego dei carburanti sintetici e dell'idrogeno nei trasporti del futuro. Come sottolineato dall'assessorato allo Sviluppo Economico della Regione Basilicata, il comparto dei veicoli non può essere gestito come una mera misura emergenziale di breve termine, ma richiede pianificazioni pluriennali e una revisione profonda delle normative sugli aiuti di Stato. L'integrazione tra le risorse comunitarie e i trecento milioni di euro stanziati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per i contratti di sviluppo territoriale offrirà una spinta decisiva per ammodernare gli impianti produttivi di hub strategici come lo stabilimento di Melfi e i distretti della componentistica del Mezzogiorno.

Il coordinamento tra gli enti locali e gli organismi dell'Unione Europea rappresenta un fattore chiave per salvaguardare la tenuta occupazionale e la competitività dell'intero sistema della mobilità continentale. Il ridimensionamento della produzione e le incertezze sui mercati globali impongono l'adozione immediata di procedure burocratiche semplificate per l'accesso ai finanziamenti dedicati all'innovazione. Proteggere le catene di fornitura dell'automotive significa mettere in sicurezza i flussi della logistica industriale, garantendo stabilità economica e sostenibilità sociale lungo la dorsale manifatturiera italiana ed europea.

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