A New York, il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ed il primo ministro canadese Mark Carney hanno varato l'Alleanza internazionale OceanEye durante i lavori dell'assemblea generale delle Nazioni Unite. L'iniziativa ha aggregato trenta Paesi e raccolto circa duecentoventi milioni di Euro destinati a potenziare il monitoraggio scientifico dei mari ed a contrastare le lacune di finanziamento della rete globale di rilevamento. La nuova cooperazione punta a trasformare la governance marittima potenziando le infrastrutture di misurazione avanzata e la raccolta dei dati, risorse fondamentali per tutelare la natura, preservare le economie costiere e proteggere le comunità esposte ai cambiamenti climatici.
L'Unione europea ha mobilitato quasi cento milioni di Euro aggiuntivi per ampliare la copertura dei sensori, sia nelle profondità marine sia attraverso una costellazione satellitare di ultima generazione. Tra le partnership più innovative spicca la collaborazione con la prestigiosa regata oceanica Vendée Globe: le quaranta imbarcazioni in gara nell'edizione 2028 verranno equipaggiate con strumentazioni scientifiche all'avanguardia per raccogliere parametri preziosi nelle zone più remote del pianeta, tra cui l'Oceano Antartico. Questo approccio integrato consentirà di tracciare la salute dei bacini idrici in tempo reale, rafforzando la sicurezza delle rotte di navigazione e offrendo informazioni cruciali per le filiere della mobilità marittima e dell'economia blu.
L'elemento centrale della strategia è il Gemello Digitale dell'Oceano, un modello virtuale ad alta precisione che analizza i flussi informativi per prevedere mareggiate anomale, innalzamento dei mari e mutamenti delle correnti. L'infrastruttura informatica europea, resa disponibile a livello globale, fornirà a decisori politici, centri di ricerca e operatori del trasporto navale uno strumento predittivo per ottimizzare le rotte commerciali e prevenire i rischi meteo-marini. Il progetto consolida la leadership scientifica europea nelle scienze marine, dimostrando come l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione dei dati rappresentino i pilastri fondamentali per costruire una mobilità marittima sostenibile e resiliente di fronte alle sfide ecologiche globali.